L’archeologia sbarca su Loquis

“Generazione di archeologi” è il primo canale Loquis dedicato interamente all’archeologia.

Ed è un Long Form: podcast di durata superiore ai 5 minuti che raccontano siti e musei sparsi sul territorio nazionale. Ma prima di entrare nel merito vediamo che cos’è Loquis e perché è importante che anche su questa piattaforma vengano immessi contenuti culturali di qualità.

Cos’è Loquis

Loquis nasce come piattaforma di micropodcasting geolocalizzata con contenuti creati e caricati dagli utenti. Risponde alla domanda che spesso mi faccio anch’io quando viaggio magari in autostrada e vedo borghi arroccati sulle colline o castelli che dominano vallate. Mi chiedo “chissà come si chiama e qual è la sua storia?“. Ecco che Loquis vuole rispondere a questa domanda relativamente a tutti i luoghi – volendo anche monumenti – mappabili su Google Maps.

In realtà il termine podcast non è corretto. Chi ascolta podcast – e soprattutto chi li scrive o li produce – sa perfettamente che fare podcast è tutta un’altra storia, presuppone un vero e proprio sound-design, una cura nella scrittura che presuppone un certo storytelling, l’eventuale intervento di terze persone, il ricorso a materiali audio di repertorio funzionali alla narrazione, una vera e propria regia, un progetto editoriale sensato ed efficace. Inoltre i podcast girano su piattaforme specifiche (Spotify, Spreaker, Amazon Music…).

Tutto ciò nelle clip audio di Loquis non è previsto.

Loquis viaggia sulla propria piattaforma/App. Come già detto, la sua peculiarità è che i suoi contenuti sono tutti geolocalizzati, per cui l’utente può decidere di ascoltare il loquis del luogo in cui si trova, scoprendo attraverso di esso tutte quelle informazione che gli possono interessare.

Nella teoria Loquis è un bellissimo progetto; io ne faccio parte, pertanto sono convinta della sua efficacia. Tuttavia ci sono degli aspetti su cui secondo me deve lavorare.

Innanzitutto il format. Lasciando per un attimo da parte i canali long form (come Generazione di archeologi), Loquis basa tutto se stesso sul micropodcasting, dunque su brevi clip audio, di 2 minuti, 3 al massimo, nelle quali i singoli creatori raccontano il luogo/monumento. La mia perplessità è duplice:

  1. Come fa il team Loquis ad avere contezza della veridicità del contenuto immesso sulla piattaforma dall’utente @pincopallino1981? A meno di atroci assurdità, è difficilissimo essere in grado di capire se il contenuto immesso sulla piattaforma sia veritiero o al contrario sia una fandonia pubblicata scientemente.
  2. La brevità delle clip audio certo non aiuta l’approfondimento, ma anzi rischia di dare adito a contenuti molto banali e semplificati. Immaginate di ascoltare un loquis di 2 minuti dedicato al Colosseo: lo avete immaginato? Ecco, forse una volta che sentite parlare del Colosseo vorreste sapere qualcosa di più di ciò che vi diranno i due minuti di breve loquis?

Al netto di queste mie perplessità, però sono assolutamente convinta della bontà ed efficacia del mezzo, che infatti è sempre più utilizzato anche da aziende e brand vari, uno tra tutti Autostrade per l’Italia, che ha creato il canale Wonders per far conoscere i luoghi d’Italia che si collocano ai caselli dell’Autostrada. Al suo interno, poi, trovano spazio progetti molto interessanti e di nicchia, come “La strada degli scrittori” realizzato da Anas con Elisa Bonacini lungo la SS 640 in Sicilia.

Generazione di archeologi su Loquis

Non ve lo nascondo: da quando mi sono avvicinata per motivi di studio al mondo dei podcast mi sono appassionata. L’idea che la sola parola ascoltata possa evocare immagini e concetti senza bisogno di immagini a supporto (che poi è la base primigenia della comunicazione: la sola voce) mi ha particolarmente incuriosito e invogliato a perseguire questo strumento.

Così, quando mi è stato proposto di aprire un canale di long form Loquis sull’archeologia non me lo sono fatta dire due volte.

Il mio canale Loquis Generazione di archeologi è online dall’estate 2022. Al momento non vi sono molti podcast caricati, e il motivo è uno: voglio creare contenuti di qualità, nei quali l’informazione sia accurata, sia davvero di approfondimento, e voglio che anche l’audio funzioni. Però potete stare certi che ogni contenuto è stato fortemente lavorato, levigato, smussato per essere reso “ascoltabile”, il che è condizione necessaria, non soltanto sufficiente, per la buona riuscita di un contenuto audio.

Per ora su Loquis parlo di siti archeologici e di musei italiani, possibilmente non così noti al grande pubblico, proprio nell’ottica di stimolare la curiosità verso luoghi e temi sconosciuti ai più.

Finora potete ascoltare della Grotta del Romito a Papasidero, della città romana di Alba Fucens, di Portus, il grande porto di Roma imperiale a Fiumicino, di Sentinum (sito e quindi Loquis al quale sono molto legata) e ancora l’Area Megalitica di Saint Martin de Corléans ad Aosta e il Museo archeologico di Olbia. E altri, ovviamente. Il canale è un work-in-progress. Ho tante idee per implementarlo, devo solo trovare il tempo di trasformare in scrittura ascoltabile ciò di cui voglio parlare, dopodiché devo trovare l’ulteriore tempo per registrare e magari fare quel minimo di editing che chi ascolta si merita. Nessuna regia, nessun sound-design, come dicevo sopra: semplicemente la mia parola ascoltata. E se riesce a interessare anche uno solo degli utenti di Loquis avrò fatto bingo.

Inoltre, proprio su stimolo del team di Loquis, ho prodotto un loquis sulla recentissima scoperta dei Bronzi di San Casciano dei Bagni (SI), scoperta della quale ho scritto anche qui, sul tema della comunicazione della scoperta.

Il Canale Loquis Generazione di Archeologi su L’orecchio di Dioniso

Chiara Boracchi, archeologa, podcaster e autrice del progetto di newsletter/podcast L’orecchio di Dionisio, mi ha intervistato per la sua uscita di novembre 2022. Potete leggerla e ascoltarla cliccando sulla foto:

https://chiaraboracchi.substack.com/p/micro-racconti-di-viaggi-luoghi-e

Come abbiamo discusso con Chiara Boracchi, il micropodcasting geolocalizzato può essere una buona soluzione per i Musei e soprattutto per le aree archeologiche per raccontare se stesse, una sorta di audioguida che si accende in prossimità dei singoli luoghi di interesse. Di fatto il concetto non è poi diverso da quello dell’audioguida. Aprire un canale su Loquis è gratuito (lo dico ai Musei…) e costituisce quindi una straordinaria opportunità a costo zero (o quasi) di fare divulgazione direttamente sul posto.

3 pensieri su “L’archeologia sbarca su Loquis

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