casamatta 2° guerra mondiale Capo Colonna

Archeologia della 2° Guerra Mondiale: postazioni Tobruk e casematte lungo la costa italiana

Le postazioni Tobruk sono i bunker della 2° guerra mondiale che furono costruite lungo le coste italiane. Un caso interessante di archeologia della 2° guerra mondiale che andrebbe valorizzato. Continua a leggere Archeologia della 2° Guerra Mondiale: postazioni Tobruk e casematte lungo la costa italiana

Beram (Croazia): la chiesa di S. Marija (e il docufilm che me l’ha fatta scoprire)

Sono appena rientrata da un breve ma intenso viaggio in Istria. Si tratta di una regione che volevo visitare da tempo, attirata dal suo ricco patrimonio archeologico e culturale di cui magari in Italia giunge poca eco, ma che in … Continua a leggere Beram (Croazia): la chiesa di S. Marija (e il docufilm che me l’ha fatta scoprire)

#5SGUARDI: un’archeoviaggiatrice a Palazzo Strozzi per “Il Cinquecento a Firenze”

Avete mai pensato a quante chiavi di lettura possano avere le opere d’arte? E a quante narrazioni possano dare origine? Le chiavi di lettura possono essere molteplici, anche bizzarre, a volte; possono essere inaspettate. Per esempio, avete mai pensato di … Continua a leggere #5SGUARDI: un’archeoviaggiatrice a Palazzo Strozzi per “Il Cinquecento a Firenze”

Un appello per salvare il Centro Luigi Pecci

Mi è stato chiesto di sottoscrivere e diffondere un appello per salvare il Centro Luigi Pecci di Prato, centro per l’Arte Contemporanea di Prato che rischia di veder chiudere la propria Biblioteca e il Centro di Documentazione, Didattica e Ricerca: un grave danno sia per la vita culturale di Prato e della Toscana, che per l’Arte Contemporanea in Italia e , ovviamente, per le 9 persone attualmente impiegate negli istituti a rischio, che da un giorno all’altro potrebbero ritrovarsi senza lavoro. Mi è stato chiesto di spargere la voce, di dire a chiunque il più possibile di sottoscrivere l’appello, inviando … Continua a leggere Un appello per salvare il Centro Luigi Pecci

#PARLIAMODARTE: perché il modello di Palazzo Strozzi funziona

Giovedì 27 ho partecipato, insieme a una decina di altre blogger di Firenze, ad una serata appositamente organizzata per noi da Palazzo Strozzi: Parliamo d’Arte. Palazzo Strozzi, ogni 3° giovedì del mese, organizza la sera un incontro per piccoli gruppi di persone: tutti armati di sgabello, ci si ferma in semicerchio davanti ad un’opera della mostra (ora è in corso “La primavera del Rinascimento“) e, semplicemente, la si guarda, la si osserva. Dopodiché ognuno dice quello che ne pensa, cosa trasmette, quali impressioni suscita, cosa immediatamente salta agli occhi. Non ci sono risposte sbagliate, ma le risposte personalissime degli osservatori. … Continua a leggere #PARLIAMODARTE: perché il modello di Palazzo Strozzi funziona

MAB – Musei Archivi Biblioteche. Il resoconto del I incontro nazionale

Riporto, grazie a Lorenzana Bracciotti (in arte Lorenz, @ellebik su Twitter), archivista libero professionista, una breve sintesi del I Incontro Nazionale MAB – Musei Archivi Biblioteche, svoltosi il 30 giugno a Torre Pellice.  Intanto cos’è MAB: MAB  è l’acronimo con cui AIB (Associazione Italiana Biblioteche), ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) e ICOM Italia (International Council of Museum – Comitato Nazionale Italiano), nella primavera del 2011, hanno dato vita a un coordinamento permanente per esplorare le prospettive di convergenza tra i mestieri e gli istituti in cui operano i professionisti degli archivi, delle biblioteche, dei musei. Il dibattito sul Patrimonio Culturale dev’essere trattato a 360°, per questo sentire l’opinione di figure professionali diverse tra loro e con competenze e interessi … Continua a leggere MAB – Musei Archivi Biblioteche. Il resoconto del I incontro nazionale

Alfredo Jaar e il Rwanda Project. Quando l’arte contemporanea si fa portatrice di un messaggio sociale

Sembra una tranquilla, bella e rigogliosa piantagione di tè, questa distesa di piante che si trova in Ruanda, a 40 km a Sud di Kigali, e in effetti lo è, ma basta ampliare lo sguardo, e l’immagine serena e bucolica acquista tutto un altro significato. La piantagione si trova poco distante dalla chiesa cristiana di Ntamara Church; per raggiungerla si percorre una strada alberata, poi infine si attiva a Ntarama Church. Negli scatti che si susseguono – la piantagione di tè, poi la via alberata, infine una nuvola solitaria nel cielo azzurro, nei pressi della chiesa – nulla fa presagire … Continua a leggere Alfredo Jaar e il Rwanda Project. Quando l’arte contemporanea si fa portatrice di un messaggio sociale

Il Salone del Libro e la “madalonizzazione” della società

A vederla sembra una candid camera, vittime alcuni esponenti del jet-set culturale italiano: il sedicente Manuele Madalon, giovane scrittore alla sua prima opera letteraria pubblicata, si aggira per il Salone ad acchiaappare volti noti della cultura italiana – quella fatta di volti che vivono in TV, che fanno e che vivono di audience – chiedendo loro un parere de visu sul suo libro che, a sentire lui, costoro avrebbero letto inviando pure un parere (evidentemente nel mondo dell’editoria funziona così? Ammetto la mia ignoranza di tali pratiche). Sgarbi ritiene il libro “misterioso” e interessante, Faletti sostiene che gli è piaciuto … Continua a leggere Il Salone del Libro e la “madalonizzazione” della società

…Perché Degas non dipingeva soltanto ballerine…

Degas non dipingeva solo ballerine. Questo luogo comune che in molti abbiamo è frutto di una scarsa conoscenza del personaggio, dell’artista, dovuta principalmente ai programmi scolastici. In fondo non è colpa nostra. Ma si scopre un bel giorno che ciò che si studia sui libri di scuola è solo la punta di diamante di quello che sta sotto, un mondo intero che è stato studiato da fior di studiosi e che è stato pubblicato su riviste di settore che però, ovviamente, non entrano nel canale della divulgazione. Un po’ come avviene in archeologia. Cosa c’entra un post su Degas in … Continua a leggere …Perché Degas non dipingeva soltanto ballerine…