rassegna licodia-2020

Appuntamento a Licodia

Anche quest’anno si è svolta la Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea dal 15 al 18 ottobre: 4 giorni intensi all’insegna dell’archeologia e dell’anima più pura e ospitale della Sicilia orientale.

Licodia Eubea vista dal Castello Santapau che domina il borgo

Come ogni anno da 10 anni, Licodia Eubea, piccolo borgo della Sicilia Orientale interna, ospita la Rassegna del Documentario e della comunicazione archeologica. Si tratta di una manifestazione che se da un lato vuole portare all’attenzione del pubblico i più recenti film di argomento archeologico prodotti, dall’altro vuole, attraverso di essi, accendere i riflettori anche sullo splendido territorio che fa da cornice alla manifestazione: la Sicilia Iblea, in cui sorge Licodia Eubea, che ospita la manifestazione, in cui sorge Grammichele e prima ancora Occhiolà, in cui sorge Vizzini: borghi splendidi, ricchi di storia, affascinanti scrigni da scoprire. Ho avuto la fortuna di poterli esplorare l’anno scorso, in occasione della IX edizione della Rassegna, guidata da passi e menti sapienti.

Per approfondire: Nel cuore della Sicilia orientale: Licodia Eubea

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Rassegna Licodia 2020

Anche quest’anno il programma è stato piuttosto denso e serrato. Chi ha potuto si è recato a Licodia Eubea a vedere di persona i film in cartellone nella suggestiva location della Badia, i cui stucchi barocchi danno davvero il senso del tempo che passa. L’ingresso è gratuito, per cui è stata davvero una splendida occasione per vedere dei buoni prodotti di divulgazione archeologica a costo zero.

Il soffitto decorato a stucchi della Badia di Licodia Eubea
Durante la Rassegna Licodia 2019

Nel programma, oltre ai film non sono mancati incontri di approfondimento e una giornata intera dedicata ai ragazzi e alla didattica. Perché l’educazione al Patrimonio è importante, oggi più che mai, e non si può lasciare al caso, né da mettere da parte.

In alternativa, quest’anno c’era la possibilità, passando dal sito web della Rassegna, di seguire la manifestazione in streaming: questa è la novità che il Covid ha costretto a mettere in atto. Se da un lato può sembrare una forzatura, dall’altro però questa soluzione consente di raggiungere molte più persone: io per esempio, che quest’anno non ho potuto essere presente, a maggior ragione ho seguito in streaming le serate e le proiezioni. Ed è stato come essere lì presenti, seduti all’interno della Badia.

Ecco qui spiegato perché si è scelto di avere, accanto alla presenza fisica in sala del pubblico – ridotto per forza di cose – anche lo streaming, senza dover rinunciare alla manifestazione:

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Testo tratto dal Catalogo della X Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea

Queste le parole dei direttori artistici della manifestazione, Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele.

I film in Rassegna

I direttori artistici della Rassegna Licodia:
Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele

A scorrere il catalogo dei film in rassegna si nota che accanto all’archeologia molto spazio è stato lasciato, giustamente, all’antropologia culturale. Questo aspetto aveva caratterizzato anche la scorsa edizione e dà il valore aggiunto di vedere alcuni aspetti del contemporaneo in prospettiva storica.

In ogni caso le tematiche sono molto variegate, com’è giusto che sia in una Rassegna che affronta il tema del documentario e della comunicazione archeologica a 360°.

E infatti, accanto ai grandi classici dei temi della divulgazione archeologica, come Pompei e l’Egitto (rispettivamente con i film Pompei, dopo il disastro e Egypte, les temples sauves du Nil) appaiono temi meno trattati, come ad esempio, per quanto riguarda il Vicino Oriente antico, la lettura di tavolette d’argilla scritte da donne assire ai propri familiari mercanti in Anatolia nel film Thus speaks Taram-Kubi – Assyrian Correspondence, il che fornisce un racconto antico di 4000 anni fatto da voci femminili.

Un altro film interessante, perché innovativo nella tematica, è Πήγα, είδα, άκουσα (Vai, guarda, ascolta): un film di museologia, che affronta il tema dell’accessibilità museale sia dal punto di vista del visitatore che di chi vi lavora: un ipovedente, un sordo, una persona con disabilità motoria di cosa hanno bisogno quando visitano un museo? Cosa si aspettano di trovare? Con una riflessione: sarebbe importante che le soluzioni fossero studiate insieme.

Ho notato una cosa l’anno scorso, una cosa molto importante: la partecipazione attiva del pubblico. Innanzitutto un pubblico di cittadini, di persone di Licodia Eubea e del circondario, che assistono alle proiezioni e sono chiamati ad esprimere il loro giudizio alla fine del docufilm. Proprio sulla base del conteggio di questi voti, oltre che sul giudizio della Giuria di Qualità, si basa la votazione finale dalla quale emerge il vincitore della Rassegna.

Anche quest’anno così particolare ha visto però il forte coinvolgimento di pubblico da una parte e della comunità locale a vario titolo coinvolta. Ecco che il festival diventa sempre più non solo occasione di promozione del cinema archeologico e di promozione del territorio, ma anche occasione di formazione, di incontro e di crescita professionale e culturale per chi vi lavora. Non per nulla, proprio per la Rassegna Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele hanno vinto il premio “Comunicare l’antico” accanto a personaggi del calibro di Massimo Osanna (Direttore Generale Musei), Carmelo Malacrino (Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria) e Ugo Picarelli (patron della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico) all’inizio di settembre 2020. Un riconoscimento che premia l’impegno decennale in questa impresa.

Per approfondire: Cos’è successo alla Rassegna del Documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea 2019

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