Mattonelle di Diritto dei Beni Culturali: Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – Parte Seconda, Titolo Primo, Capo Secondo: vigilanza e ispezione

Prima di procedere alle misure di conservazione, oggetto del Capo III, e subito dopo aver posto le basi della tutela grazie al procedimento di dichiarazione di interesse culturale, il ministero dedica un breve Capo agli importanti temi della vigilanza e dell’ispezione. È inutile infatti mettere in piedi tutta una macchina legislativa che tuteli il patrimonio culturale se poi non sono previste figure atte a far sì che il sistema della tutela funzioni.

Art. 18

Esso è relativo alla vigilanza. Al ministero compete la vigilanza sui beni culturali riconosciuti tali a seguito della dichiarazione di interesse culturale e agli altri beni individuati dalla legge: riguarda cioè tutti i beni, pubblici e privati.

Cos’è di fatto la vigilanza? È un atto abbastanza scontato, ovvero il controllo che il Ministero, attraverso le sue strutture periferiche, e le regioni, devono svolgere su tutti i beni culturali. Quale controllo? Lo si vedrà meglio negli articoli successivi: i beni culturali infatti non possono subire tutta una serie di azioni, come la distruzione e la manomissione, e devono essere soggetti ad autorizzazione per tutta una serie di altre azioni, come l’alienazione o l’esportazione. La vigilanza fa sì che il ministero possa controllare tutte queste attività senza che nulla le sfugga; è un istituto che serve a far sì da scongiurare qualsiasi deliberata mancanza in materia di tutela dei beni culturali.

Art. 19

L’ispezione è parte integrante della vigilanza. Con essa il soprintendente, con un preavviso non inferiore ai 5 giorni, può recarsi sul luogo in cui è conservato un bene culturale, o sul sito dichiarato bene culturale, per verificare di persona se le necessarie misure di tutela e conservazione siano rispettate. Quali esse siano si vedrà nei prossimi post.

Il potere ispettivo del soprintendente serve anche a verificare la sussistenza di un interesse culturale di una cosa prima dell’avvio del procedimento di dichiarazione. Ovvero, il soprintendente può (deve) fare un sopralluogo volto a verificare che l’oggetto in questione sia effettivamente un bene culturale oppure no. Inoltre, il potere ispettivo riguarda, oltre che il singolo bene culturale, gravato da vincolo di interesse culturale, anche le aree tutelate da vincolo indiretto come previsto dall’art. 45 (tutela indiretta).

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