Archeowebwriting: il fattore tempo

orologiIl tempo. Il tempo è fondamentale in qualunque attività della nostra vita. Dalla mattina quando suona la stramaledetta sveglia, alla sera quando impostiamo la sveglia per il giorno dopo, la nostra vita è un continuo rincorrere il tempo, attenerci a orari, attendere l’autobus in ritardo, rischiare di arrivare in ritardo noi a un appuntamento, arrivare in anticipo e aspettare dannandoci l’anima nel pensiero di quante cose avremmo potuto fare invece che stare lì come allocchi in attesa. Il tempo ci governa, anche se noi l’abbiamo misurato. E per ogni nostra attività quotidiana dipendiamo da esso.

Questo cappello filosoficheggiante serve per inquadrare il tema di oggi: il tempo per l’archeoblogger. Affronterò il tema da vari punti di vista:

tempo impiegato per scrivere un post

calendarizzazione

quando scrivere

il fattore tempo

 

Il tempo per scrivere un post.

Lasciate perdere quei luoghi comuni per cui “chi ha tempo non aspetti tempo” e “il tempo è tiranno“. In archeologia, visto che di archeoblogging si tratta, il tempo è il migliore amico che possiamo avere. Stiamo parlando di manufatti e architetture che col tempo hanno stretto un grandissimo patto, per cui non serve aver fretta di concludere per scrivere di loro. Occorre invece prenderci tutto il tempo necessario. Per cosa?

  • documentarsi: siamo archeologi, l’abbiamo sempre fatto e lo sappiamo fare: ricerca. Ricerca di informazioni, di documentazione adeguata, di fonti affidabili. Sappiamo mettere insieme le informazioni, sappiamo capire cosa può essere interessante ai fini del nostro post e cosa no. Sappiamo trarre informazioni utili e sappiamo tradurle in un linguaggio consono al blog. Perché anche se facciamo ricerca, non stiamo producendo un articolo scientifico, ma un testo per tutti.
  • scrivere: abbiamo raccolto i nostri appunti sulla base della ricerca fatta. Ora, come per qualsiasi tipo di testo, dobbiamo collazionare i vari pezzi per tirare fuori un testo nuovo, originale, che contenga le informazioni colte negli appunti e che abbia un senso e una sequenza logica, con un oggetto, un inizio, uno svolgimento, una conclusione.
  • aggiungere immagini e/o altri file media: durante la tua ricerca hai sicuramente selezionato immagini, video se hai fatto ricerche online, tweet se parli di un evento recente; la selezione dei contenuti media è fondamentale. Possono (e se sono di buona qualità devono) essere foto di nostra produzione; altrimenti dobbiamo citare la nostra fonte, come faremmo esattamente con la bibliografia di un testo scientifico. Il blogpost è certamente più rilassato dal punto di vista del tono, ma trattando un argomento culturale, con il quale vogliamo seriamente raggiungere i lettori, dobbiamo utilizzare la stessa serietà che impiegheremmo per un articolo scientifico.
  • editare: non pensare di non rileggere il tuo testo prima di pubblicarlo! Non sei Jack Kerouak, che pubblicò On the road senza quasi rileggere il tutto alla fine; piuttosto, senza arrivare agli estremi di Proust che ci mise una vita a pubblicare la sua Recherche, o di Oscar Wilde che disse “ho impiegato una mattinata a decidere di mettere una virgola e un pomeriggio a decidere di toglierla“, è sufficiente rileggere il testo, verificare che funzioni, che fili, che sia scritto secondo una sequenza logica, che abbia magari qualche frase ad effetto, che le didascalie delle immagini funzionino e che ci siano tutti i link utili a creare le connessioni giuste con altri testi che consideriamo degni di un approfondimento per il lettore.

Calendarizzazione

watchC’è un tempo per scrivere e un tempo per pubblicare. Il tempo dilatato, che ci dobbiamo prendere per scrivere, si esaurisce nel click del tasto pubblica. Ma, come dicevo in un altro post, dobbiamo tenere da parte la smania della pubblicazione, perché abbiamo un calendario editoriale da rispettare. A meno che non si tratti di una notizia di attualità stringente, come un evento, l’inaugurazione di una mostra, una scoperta archeologica o un recupero, in tutti gli altri casi il nostro post può sottostare a un calendario editoriale che rispetti le nostre indicazioni stabilite a priori sulla frequenza della pubblicazione e l’alternanza dei temi di cui parlare. Calendarizzare vuol dire saper gestire il proprio tempo. Una volta che si è capito questo, siamo a metà dell’opera.

Quando scrivere

Strettamente legato alla gestione del proprio tempo (e del calendario editoriale) è saper capire quando scrivere. Per scrivere intendo preparare il post. Capiteranno momenti, giorni, periodi, in cui non avremo niente da dire, o in cui non avremo ispirazione, e capiteranno momenti in cui invece avremo così tante cose da scrivere, così tante idee da non sapere come poter pubblicare tutto. È facile: prepariamo intanto il post, buttiamo giù l’idea, una traccia, una base, poi torniamoci quando abbiamo tempo, o quando ci siamo documentati per benino, in modo da non sprecare l’ispirazione momentanea e da costruire un testo che abbia un senso. Ogni volta che ci viene in mente un’idea, un argomento, appuntiamocelo. Ci torneremo quando avremo il tempo a disposizione per scrivere un post completo.

Il tempo è prezioso…

Il tempo è prezioso, è vero, ma è prezioso se ne sappiamo sfruttare tutte le potenzialità al meglio. Tempo non è sinonimo di fretta, questo lo dobbiamo tenere bene a mente. Il tempo è prezioso, ma non è un qualcosa da risparmiare come fa Paperon de’ Paperoni coi suoi dollari; casomai è da spendere, per far fruttare, come qualsiasi investitore fa con il proprio denaro e con le proprie azioni. Impariamo a investire il nostro tempo, e ne trarremo un grande profitto.

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