La cultura migliora la qualità della vita (#sapevatelo)

Leggevo pochi giorni fa un’intervista a Valerio Massimo Manfredi il quale, nel clima di disfattismo culturale in cui viviamo, fatto di tagli alla cultura, di degrado dei siti, delle istituzioni e delle mentalità, unica voce fuori dal coro, sostiene che l’Italia è ancora un Paese in cui forte e vibrante è la tensione culturale, che solo in Italia si riescono ad avere grandiosi risultati in termini di pubblico per un Festival della Filosofia e analoghe manifestazioni culturali. Un’iniezione di ottimismo, per una volta, invece che il solito pessimismo e piangersi addosso tipico di noi italiani, e che può vedere ora una conferma, a Firenze, in occasione di Florens 2012, una settimana di full immersion culturale  fatta di eventi e manifestazioni assolutamente gratuite: perché la cultura è di tutti, per tutti.

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Il tema di Florens 2012 è Cultura, qualità della vita. La cultura migliora la qualità della vita, questo è lo slogan della manifestazione. Manifestazione che non è semplicemente mostre e convegni, ma accoglie in sé tutta una serie di eventi che trasformeranno per alcuni giorni Firenze in un grande cantiere artistico, o meglio, una fucina culturale. Il programma, denso anzi densissimo di eventi, ne ha per tutti i gusti: dall’installazione di Mimmo Paladino in Piazza Santa Croce al Giardino degli Ulivi in Piazza San Giovanni, alla mostra Mysterium Crucis – Mistero della Croce, nella quale verranno esposti, nel Battistero di San Giovanni, i crocifissi di lignei di Donatello, Filippo Brunelleschi e Michelangelo; si tratterà poi di cinema e paesaggio, di ecologia e smart cities, il tutto condito da convegni, tavole rotonde e conferenze che si terranno nella prestigiosa cornice di Palazzo Vecchio.

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Un render di Piazza San Giovanni nell’allestimento con gli ulivi ideato per Florens 2012

Non sto ad indicare tutto il programma nello specifico, che può benissimo essere consultato qui.

Cito soltanto i grandi nomi che prenderanno la parola per comunicare con un pubblico che potrà assistere gratuitamente agli eventi e agli incontri: per la comunicazione della cultura e il ruolo dei musei Andrea Carandini, per l’arte contemporanea e lo spazio pubblico Mimmo Paladino, per il rapporto tra società e cultura passando per politica ed economia Gustavo Zagrebelsky, per la difesa del paesaggio quale valore identitario irrinunciabile Alberto Asor Rosa.

Personalmente penso che nei giorni di Florens 2012 andrò in giro con il programma sempre sottobraccio, perché tanti sono gli argomenti che mi interessano e di cui mi piacerebbe poi poter rendere conto attraverso questo blog e in tempo reale su twitter. A tal proposito, l’ashtag già fin da ora è #florens2012, mentre l’account di riferimento è @fflorens.

Voglio tra l’altro cogliere l’occasione per sottolineare che l’attività di Florens2012 sarà seguita da un team di blogger, chiamato Team Florens, formato da 6 blogger internazionali. Cos’ha di speciale questa notizia? Che per quanto mi è dato di vedere consultando i nomi dei prescelti, l’unico blogger italiano è Simone Massi del blog Archeologia2.0! Un blogger di archeologia, o archeologo-blogger se preferite: a dimostrazione del fatto che si può fare, che i blog di archeologia possono e devono acquisire maggiore consapevolezza del proprio compito di comunicazione verso un pubblico quanto più vasto possibile. Sono davvero molto contenta, da blogger di archeologia che studia i blog di archeologia italiani e la blogosfera in cui essi nuotano, di poter vedere una cosa del genere.

In bocca al lupo Simone, e buon lavoro!

Un pensiero su “La cultura migliora la qualità della vita (#sapevatelo)

  1. Beh, grazie innanzitutto degli auguri. Come avevi affermato anche al seminario di archeologia virtuale, c’è poca consapevolezza dei blogger di archeologia (oltre ad uno scarso numero di per sé). Superato un certo timore nel rappresentare, implicitamente o meno, un’intera categoria (forse anche una nazione, essendo l’unico italiano), Florens mi sembra un’occasione unica perché si possa discutere di cultura ed economia con persone che ne capiscono davvero. Non ha senso parlare dei beni culturali come “petrolio” del nostro paese, se – come tutte le risorse – non c’è ancora nessuno che sappia trarne vantaggio. Questa mi sembra l’occasione buona per avvicinare chi conosce la cultura a chi fa impresa, e non è da poco. Detto questo, ci si vede a Firenze!

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