Una giornata particolare, il film di Archeologia Viva

Una giornata particolare” è il titolo del film/documentario presentato ieri dalla Rivista Archeologia Viva a Firenze, all’Auditorium della Regione Toscana. E’ il resoconto, filmato e documentato, di una giornata davvero particolare, quella del VII Incontro Nazionale di Archeologia Viva (di cui ho parlato qui) svoltasi il I marzo 2009 e che richiamò un pubblico di 3000 persone provenienti da tutta Italia.

 

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Alcuni momenti del VII Incontro Internazionale di Archeologia Viva – I marzo 2009

Il film presentato ieri è stato occasione di incontro tra gli autori del film, i promotori dellìIncontro Nazionale e una parte di quel pubblico, ma è stato anche e soprattutto occasione di riflessione su un tema che in Italia sembra essere messo sotto banco ma che in realtà emerge con chiarezza: il bisogno di cultura, il bisogno di trasmetterla e soprattutto il bisogno di acquisirla. Ciò che emerge dal documentario, che altro non è se non il resoconto puntuale degli eventi di quella giornata, è esattamente questo: il bisogno di cultura e di conoscenza.

Si augura Dario Di Blasi, ospite ieri così come all’Incontro Nazionale oggetto del film, nonché Direttore della Rassegna del Cinema Archeologico che da 20 anni si svolge a Rovereto, che “Una giornata particolare” riesca ad avere una distribuzione nei circuiti televisivi. Di Blasi ha posto infatti l’accento sul problema della distribuzione e quindi dell’arrivo al grande pubblico dei film/documentari archeologici che in Italia hanno poco spazio in TV, per non parlare delle sale cinematografiche, dalle quali sono pressoché assenti. Sembrerebbe che in Italia, guardando ai media, non ci sia curiosità per la cultura (dirà il documentarista Folco Quilici nel film). Ma poi basta vedere la partecipazione di pubblico ad eventi quali l’Incontro Nazionale per capire che non è così. Il film, di fatto, dedica ampie riprese al pubblico: un pubblico attento, appassionato, gremito, che applaude agli interventi, si diverte, si documenta assaltando il bookshop nei momenti di pausa.

Il film è un racconto, un resoconto della giornata del I marzo. Inizia con il backstage, con la preparazione degli spazi il giorno precedente, prosegue con l’arrivo dei più mattinieri tra i visitatori e degli ospiti, finalmente inizia. Pochi stralci dell’intervento di ciascun relatore, giusto per ricordarne l’argomento, mentre ampio spazio è dato alle interviste a ciascuno dei protagonisti. E’ da queste che emerge il leit-motif del film che è anche il filo conduttore, poi, dell’Incontro Nazionale: bisogna saper raccontare. Saper raccontare l’archeologia, renderla attraente, non una serie di dati o di nozioni quanto mai sterili e privi di fascino. Perché l’archeologia è ricca di fascino. E’ il fascino della scoperta, della scoperta sia da parte dell’archeologo che dell’appassionato che ne viene messo a parte. Lo stimolo di scoprire qualcosa di nuovo vale sia per chi fa archeologia che per chi la vuole conoscere (Fratelli Castiglioni). Le persone hanno bisogno di racconti (Carandini), che se son veri piacciono ancora di più. E’ proprio questo il problema dei musei italiani: raramente raccontano. Ed è proprio questo lo scopo di “Una giornata particolare”: raccontare, a chi ve lo chiede, com’è stato l’Incontro Nazionale di Archeologia Viva, raccontare perché arrivano 3000 persone da tutta Italia per sentire dei ricercatori parlare, raccontare le impressioni, raccontare quell’aria profumata di cultura (Quilici) che inonda la sala gremita di gente. Gente di tutte le età, perché la cultura è di tutti, e dev’essere soprattutto dei giovani, che dovranno trasmetterla domani.

Il film conclude significativamente con alcune interviste alle persone del pubblico, tra cui Giulio Ciampoltrini, della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Se i relatori hanno parlato di missioni italiane all’estero, o di monumenti, sul nostro suolo nazionale, che fanno notizia nel momento stesso in cui vengono citati (il Palatino, il Tempio della Concordia di Agrigento), ci sono personaggi che tutti i giorni sono impegnati in mezzo alla gente, spesso con scavi di emergenza che non sempre sono accolti con entusiasmo; forse, potrebbe loro venire da pensare, l’archeologia non riscuote tutto questo interesse. Ma Ciampoltrini chiude qualunque ragionamento rendendosi conto invece che da eventi come questo si capisce che l’interesse è alto. Ciò porta nuove motivazioni a chi tutti i giorni è impegnato sul campo a fare sempre di più e non per se stessi, ma per la società nella quale l’archeologo è calato e lavora. “E’ importante sapere che lavoriamo per qualcuno“, dice Ciampoltrini. E credo che migliore conclusione, che la consapevolezza che l’utilità del fare archeologia, del raccontarla e del trasmetterla al pubblico è il fine della nostra ricerca, non potrebbe esistere per questo film.

 

Marina Lo Blundo

2 pensieri su “Una giornata particolare, il film di Archeologia Viva

  1. Anzitutto complimenti per il blog…davvero utile e ben fatto!
    sto facendo una ricerca e ho bisogno di sapere chi sia al momento attuale l’archeologo più importante al mondo…scusa se la richiesta pare un pò strana ma è stato il mio capo che mi ha commissionato questa ricerca 🙂

    Ti ringrazio per potermi dare questa indicazione…

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  2. Ciao Lucia, innanzitutto grazie per i complimenti!
    Sono stata sul tuo blog e ho risposto alla tua domanda all’indirizzo e-mail che ho trovato lì. Spero che sia quello giusto!
    Se hai bisogno di sapere altro chiedi pure!
    A presto!
    Marina

    Mi piace

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