Archeologie: professione e saperi. Il corso di laurea magistrale dell’Università di Genova

Uno dei grandi problemi dell’Università, in particolare delle facoltà umanistiche e dei corsi di laurea in archeologia e affini è il fatto che essi non preparano minimamente gli studenti al mondo del lavoro. Non li preparano dal punto di vista formativo e pratico, ma soprattutto non danno loro gli strumenti per affrontare un mondo del lavoro che, lo sappiamo bene, non offre poi tutti questi sbocchi.

Il dibattito su un’università che formi gli studenti in maniera più “pratica” è aperto ormai da qualche anno. L’Università degli Studi di Genova ha preso in mano la situazione e ha creato un corso di laurea magistrale specifico, per cercare di dare una svolta più pratica all’insegnamento dell’archeologia ai suoi studenti.

Nonostante siano passati 21 anni dalla mia immatricolazione e 10 dalla discussione della mia tesi di specializzazione in archeologia, sono ancora molto attenta a quanto avviene nell’Università di Genova: seguo le sue attività da distante, mi interessa vedere che cosa si muove nella facoltà di Lettere e Filosofia e nei corridoi di via Balbi 4. Così mi ha incuriosito la novità dell’A.A. 2021-2022. Un corso di laurea magistrale tutto nuovo.

ARCHEOPeS: Archeologie, professione e saperi

Il corso, creato da Fabrizio Benente, docente di Archeologia Medievale, e Silvia Pallecchi, docente di Metodologia della Ricerca archeologica presso l’Ateneo genovese, si intitola “Archeologie: professione e saperi” (ARCHEOPeS). Dove “archeologie” è volutamente al plurale per rendere conto della pluralità di punti di vista, di strumenti e di metodologie che si possono mettere in campo oggi in ambito archeologico; e dove “professione e saperi” inquadra l’obiettivo di formare una generazione di archeologi in grado di muoversi in maniera consapevole, competente, professionale e autonoma sia nell’ambito della libera professione che nell’ambito delle professioni legate alla ricerca, alla gestione, alla tutela, alla valorizzazione e perché no, alla comunicazione e promozione dei beni archeologici.

Molti dei docenti del corso vengono dalla libera professione, quindi hanno conosciuto e affrontato il mondo del lavoro e vogliono riversare nell’insegnamento quegli aspetti pratici che a loro mancarono quando a loro volta erano studenti di archeologia. Il progetto ARCHEOPeS tiene conto delle trasformazioni profonde che l’archeologia ha attraversato nel corso degli ultimi decenni e cerca di fornire agli studenti gli strumenti di cui avranno bisogno per poter costruire al meglio il loro profilo professionale.

ARCHEOPeS: Laboratorio di Paletnologia col prof. Fabio Negrino

ARCHEOPeS vuole essere una prosecuzione, e non una ripetizione, dei corsi di laurea triennali. L’idea è quella di un percorso all’interno del quale gli studenti – che già hanno acquisito una preparazione di base durante la laurea triennale – possano cominciare a definire il loro profilo professionale nel modo più confacente al loro modo di pensare, vedere e fare archeologia.

Ci sono diversi aspetti interessanti nel programma dei corsi.

  • Innanzitutto un insegnamento di archeologia postmedievale;
  • l’intero corso ha un taglio interdisciplinare in cui si sviluppano intersezioni tra archeologia, geologia, biologia, medicina, chimica, architettura e ingegneria;
  • 12 laboratori che abbracciano tutte le attività connesse con i processi di ricerca pre e post-scavo, con lo studio e l’interpretazione dei contesti. Tra i laboratori, oltre ai più classici di Paletnologia, di Archeologia Medievale e di post-scavo, sono attivi un laboratorio di archeologia del paesaggio, di rilievo, di archeologia dell’architettura, laboratorio di diagnostica strumentale applicata all’archeologia, di archeoantropologia forense, di ricerca in anatomia paleopatologica e paleopatologia, di archeo-entomologia ambientale e funeraria, di antropologia culturale. Qui l’elenco completo dei laboratori: https://corsi.unige.it/11265/p/studenti-laboratori

Dunque tanti laboratori e anche tanti progetti di ricognizione e scavo archeologico, ben 19 anche di ambito internazionale (tra cui a Creta!!!): ai miei tempi sono certa che tutta questa offerta tutta insieme non ci fosse (a Creta no di sicuro). Qui l’elenco completo dei progetti archeologici: https://corsi.unige.it/11265/p/uscite-didattiche.

ARCHEOPeS: campagna di scavo al Ripario Bombrini di Ventimiglia (IM)

Sono anche contenta di vedere nel corpo docenti volti noti che stimo, che erano giovani ricercatori e docenti quando io ero studentessa inesperta: Nicola Cucuzza (che ai miei tempi era un giovanissimo docente di Archeologia Egea), Fabrizio Benente (idem, per Archeologia Medievale), Fabio Negrino (Paletnologia, da anni molto attivo sui social, in particolare facebook), Anna Boato (archeologia dell’architettura, allieva di Tiziano Mannoni), Ivano Rellini (Geoarcheologia).

Nell’attesa di tornare a Genova e passare dalla cara vecchia Facoltà che mi ha formato e mi ha visto muovere i primi passi tra esami e scavi auguro un buon percorso di studi agli studenti che si sono iscritti a questo corso di laurea magistrale. Spero che in esso trovino davvero gli strumenti per affacciarsi al mondo del lavoro. Le premesse parrebbero esserci tutte.

ARCHEOPeS: Laboratorio di Archeologia e storia ambientale

E in ogni caso un consiglio ai futuri archeologi e archeologhe che si affacciano al mondo del lavoro: la pappa là fuori non è pronta. Non possiamo sperare che finita l’Università il lavoro dei sogni sia lì che aspetti solo noi. Bisogna provarci e insistere. Non arrendersi alla prima porta in faccia, ma cercare davvero la propria strada. E in bocca al lupo a tutta la nuova generazione di archeologi!

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