Ricerche archeologiche a Portus: ciò che è stato detto al Sesto Seminario Ostiense

locandina-vi-seminario-ostiense
La locandina del VI Seminario Ostiense. Per conoscere il programma: ostiaantica.beniculturali.it

Il 10 e 11 aprile 2019 si è svolto il Sesto Seminario Ostiense.
Ogni anno l’Ecole Française de Rome organizza il “Seminario Ostiense”, momento di incontro, riflessione e scambio tra studiosi su temi di studio legati ad Ostia antica. Sempre più spazio si sta ritagliando, nelle ultime edizioni, Portus.

Il porto di Roma, che dipendeva amministrativamente da Ostia (fino ad età costantiniana, quando finalmente ebbe dignità di Civitas), fondato dall’imperatore Claudio e profondamente rinnovato da Traiano, costituisce di fatto un sistema unico con Ostia; inoltre negli ultimi anni alcune équipes di ricerca internazionali stanno investendo sempre più tempo e risorse nel trovare risposte a domande davvero importanti sul funzionamento del grande porto di Roma.

Portus: ricerche in corso

Le ricerche dell’Ecole Française de Rome: magazzini traianei e Molo Nord-Sud

Proprio l’Ecole Française de Rome è impegnata in prima linea a Portus da anni.  Ad aprire il Sesto Seminario Ostiense è stata la dott.ssa Evelyne Bukowiecki che, con Milena Mimmo, ha illustrato dapprima le indagini presso i Magazzini Traianei, grande complesso che si innesta sul cuore del porto di Claudio, tanto da inglobarne le uniche rimanenze ancora evidenti: il portico e la strada colonnata, meglio nota come Colonnacce. Le colonne si distinguono per il loro stile, il non-finito tipico dell’età di Claudio. Il cantiere del Porto risale al 42 d.C. La fondazione dei magazzini costituiva una piattaforma solida alta 2 m oltre il livello del mare; era realizzata in cassaforme lignee ed aveva elevato in opus reticolatum, il paramento a cubilia di tufo posti diagonalmente a formare un vero e proprio reticolato.

colonnacce portus
La Strada Colonnata, nota come “Colonnacce” di Portus era parte integrante del complesso dei Magazzini Traianei

I Magazzini Traianei sono organizzati in 4 blocchi: uno ha andamento Nord-Sud, parallelo al Portico di Claudio, cui si aggiungono 3 blocchi trasversali. La forma, in pianta, è quella di una E. All’interno la circolazione interna era organizzata in blocchi di 4/6 celle separate da rampe per salire al piano superiore. In cima doveva esserci una cisterna d’acqua la cui raccolta permetteva di rifornire le navi in partenza di acqua buona, non salata per il viaggio. In totale i Magazzini dovevano essere formati da circa 400 celle di stoccaggio con una capacità di 90 metri cubi l’una.

magazzini traianei portus
il fronte dei Magazzini Traianei posto sul Canale Trasverso, che collegava il Canale di imbocco del Porto di Traiano con la Fossa Traiana e il Tevere.

Il Molo Nord-Sud, attualmente al centro degli studi dell’Ecole Française de Rome, costruito in cassaforma lignea, proteggeva fin dall’età di Claudio il bacino retrostante, nel quale le navi trovavano approdo e avvenivano le operazioni di scarico. Il molo di Claudio fu poi ampliato di circa 200 m in due successivi interventi, uno di epoca severiana, quando l’intero Porto è interessato da un generale riassetto e risistemazione degli spazi in funzione del maggiore sfruttamento possibile a fini di stoccaggio, e uno in epoca tardoantica.

Indagini sul Molo della Lanterna: le ricerche dell’Università di Huelva

All’interno di un progetto più ampio che riguarda i porti di età romana dell’Atlantico, e non solo, l’Università di Huelva ha avviato dal 2017 campagne di scavo presso il cosiddetto Molo della Lanterna di Portus. Il molo, con andamento Est-Ovest, è un molo interno al porto e va letto in relazione col molo Nord-Sud e con la navigazione all’interno del porto. In particolare le ricerche spagnole si concentrano sulla testata del Molo della Lanterna, così detto perché il Lugli individuò alcuni frammenti architettonici che facevano pensare ad una lanterna, cioè ad un faro. Le ricerche dell’Università di Huelva in particolare mirano a ricostruire il paleoambiente e attraverso di esso a capire le fasi d’uso del porto, ivi compreso individuare il momento dell’impaludamento, epoca alla quale risalirebbe anche il crollo di alcuni elementi architettonici – semicolonne scanalate – rinvenute alla base del molo le cui tracce sulla superficie lasciano proprio intravvedere il livello di insabbiamento e fanno intuire che quando esse caddero questa parte del porto era ormai una palude.

Il Molo della Lanterna – Portus

La British School at Rome e le indagini sui Magazzini Severiani

La British School at Rome, nella persona del prof. Simon Keay, da anni conduce indagini nell’area del Palazzo Imperiale e dei Magazzini Severiani. Siamo sui lati Ovest e NordOvest del bacino esagonale di Traiano. Se a Nord Ovest sorge il Palazzo Imperiale – un grande complesso di difficile interpretazione in realtà, che comprende oltre ad ambienti mosaicati anche un piccolo anfiteatro, il castellum acquae che riforniva Portus e i Navalia, cioè i cantieri navali che affacciavano sul bacino – a Ovest, adiacente alla cosiddetta Terrazza di Traiano (in area chiusa al pubblico attualmente) sorgono i Magazzini Severiani.

severiani-affaccio portus
L’affaccio dai Magazzini Severiani sul Lago di Traiano, in proprietà privata

I Magazzini Severiani – chiamati così, ma in realtà innalzati già in epoca antonina – costituiscono un complesso a L. Oggi sono spettacolari nella loro successione di ambienti chiusi voltati – i magazzini veri e propri – e costituiscono l’unico punto di visuale sul Lago di Traiano dall’area archeologica demaniale di Portus. Il bacino esagonale di Traiano, infatti, ricade in proprietà privata. La forma a L individua due bracci che sono molto differenti tra uno e l’altro: le celle di stoccaggio che affacciano sul bacino, per esempio, sono più grandi di quelle poste sul braccio longitudinale. A questa differenza in planimetria, e di conseguenza in volume, doveva corrispondere senz’altro una differenza a livello funzionale. Ancora sfuggono i dettagli costruttivi e di relazione funzionale tra le parti, ed è per questo che negli ultimi anni la British School at Rome – University of Southampton, all’interno del Portus Project porta avanti un lavoro di prospezioni nel terreno e di fotogrammetria degli elevati in modo da incrociare quanto più possibile i dati.

Quello dei Magazzini Severiani è un complesso più difficile da interpretare di quanto non sembrerebbe. La campagna di rilievo condotta sul lato Nord ha infatti evidenziato una situazione un po’ più intricata, per cui sembra di poter ipotizzare che non si trattasse di semplici docks, quindi non semplicemente celle di stoccaggio, ma luoghi con funzione contabile. Solo il prosieguo delle ricerche potrà chiarirne, però, la funzione.

magazzini severiani portus
Un braccio dei cosiddetti magazzini severiani di Portus

Portus al centro di grandi temi di studio: dall’iconografia alle fasi tardoantiche

Altri due interventi nel corso della Giornata di Studi sono stati riservati a Portus: uno, portato da Stéphanie Mailleur-Albiyat ha riguardato il tema sempre attuale dell’apporto dell’iconografia e dell’epigrafia alla ricostruzione del paesaggio portuale antico, con particolare riferimento a Portus del quale non mancano rappresentazioni, innanzitutto sulle monete – il sesterzio di Nerone del 64 d.C. che celebra l’inaugurazione del Portus e il sesterzio di Traiano che celebra la realizzazione del bacino esagonale – e poi sui rilievi, tra cui il Rilievo di Portus che con dovizia di particolari – pure troppi – descrive il porto, le sue strutture, le sue navi, le sue attività.

sesterzio di Traiano portus
Il sesterzio di Traiano con raffigurazione del bacino esagonale

L’altro intervento invece ha riguardato un intervento di scavo realizzato lungo la via Portuense, fuori dell’area demaniale di Portus. Il tema principale, portato da Christian D’Ammassa e Paolo Rosati è quello della continuità di vita del porto divenuto poi città in età tardoantica nel corso dei secoli. Dello scavo sono state presentate alcune note preliminari, che però sottolineano la continuità di vita di un settore produttivo della città che dal II secolo d.C. vive almeno fino al IX secolo.

Sicuramente il tema caldo da affrontare per Portus nel proseguire degli studi futuri sarà proprio capire come si evolvette il centro, da porto della capitale dell’impero a città autonoma nel momento in cui venivano meno le strutture imperiali che erano state di riferimento per secoli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.