Archeowebwriting: il passo zero

Siete sempre di più a chiedermi come fare ad aprire fisicamente un blog, e se valga la pena farlo: da un lato siete animati dalla voglia di comunicare, mentre dall’altro avete paura. Paura di lanciarvi in una cosa più grande di voi, paura di non saper gestire lo spazio, paura di non saperlo fare.

Avete tutti delle idee bellissime, il vostro personalissimo progetto di comunicazione culturale che vorreste affidare alla rete: idee bellissime che hanno bisogno di una realizzazione pratica e di una scossa: la vostra.

La domanda che mi fate più o meno tutti è la seguente: “Oh, vorrei aprire un blog, mi daresti una mano?“. In sostanza, volete che vi dia aiuto e consiglio nella pratica: aprire fisicamente il blog è lo scoglio in effetti più difficile da superare perché si passa dal momento dell’idea a quello della sua realizzazione. Volete che vi accompagni nel vostro primo passo. Non sapete però, che prima di quel primo passo, quello che vi fa cliccare ok su wordpress, ce n’è uno ancora prima, quello che chiamo il passo zero: è la fase in assoluto più importante, perché riguarda la progettazione.

Aprire un blog: il passo zero

Si dice anche in italiano, no? Partire da zero. Tuttavia lo zero di cui parlo io non è il nulla assoluto, ma è la necessaria premessa per poter iniziare davvero.

Il passo zero si articola in alcuni punti. Li vediamo in questa infografica, e li discutiamo sotto:

1) Scegliere l’argomento del blog

Innanzitutto il punto più ovvio: scegliere l’argomento del blog. Sarà anche il punto più ovvio, ma non è così scontato. Individuare l’argomento è fondamentale per focalizzare tutti i passaggi successivi. L’argomento è a vostra scelta e discrezione: può essere un tema vastissimo (ad esempio: archeologia in generale, com’è questo blog) oppure un settore specifico all’interno di quell’argomento (ad esempio: un blog di egittologia, come quello di Djed Medu alias Mattia Mancini, o di numismatica antica come IconArte Blog di Grazia Salamone): siete voi gli autori, per cui non avete altro giudice che voi stessi, nel momento in cui decidete di cosa scrivere. Naturalmente, il consiglio è di scegliere un argomento del quale sapete che avrete tante cose da dire: un blog è fatto per una pubblicazione seriale, come se fosse una rubrica periodica, non per esaurire l’argomento in 3 o 4 post.

2) Scegliere il nome del blog

Il nome è importante, perché d’ora in avanti tu chiamerai per nome il tuo blog come se fosse un amico. Di fatto è il tuo progetto, la tua creatura, che plasmi e che curi da quando decidi di crearla a quando deciderai, se mai lo farai, di chiuderla.

La scelta del nome è assolutamente personale, dipende essenzialmente da te: puoi scegliere un nome diretto, che dica esattamente di cosa tratterà al suo interno; puoi scegliere un nome evocativo, che suggerisca, ma anche no, di cosa si parla nel blog; puoi scegliere di usare il tuo nome e cognome, in modo che si sappia immediatamente chi è l’autore. In questo caso, chi arriverà sul tuo blog attraverso chiavi di ricerca particolari saprà immediatamente come si chiama l’autore, chi invece ti cerca su google per vedere quanto lasci traccia di te online troverà il tuo biglietto da visita migliore, il tuo blog appunto.

Se vuoi aprire il blog per raccontare un progetto di ricerca o un museo, è buona norma usare il nome del progetto o dell’istituzione, in modo che non vi siano confusioni di sorta.

Un consiglio: verifica, facendo una rapida ricerca su Google, che il nome che hai pensato tu non sia già stato utilizzato da qualcuno: i casi di omonimia si possono verificare (se due blog appartengono a due piattaforme diverse, ad esempio blogspot e wordpress) e sono fastidiosi. Dunque, una verifica preventiva va fatta sempre.

3) Pensare più nello specifico ai temi da trattare

Se vuoi aprire un blog è perché ne hai letto parecchi. Avrai quindi visto come sono strutturati: alcune pagine fisse, un’homepage sulla quale scorrono gli articoli dal più recente al più vecchio, una serie di categorie nelle quali ordinare i post a seconda dell’argomento. Ancora prima di aprire fisicamente un blog occorre avere ben chiaro in testa un progetto fisico effettivo di come strutturarlo. Di quali pagine fisse avrai bisogno? In quali categorie, ovvero sottoargomenti, vuoi indicizzare i tuoi post? Le categorie servono proprio per indicizzare i tuoi contenuti, per aiutare il lettore nella ricerca (in un travelblog come il mio, ad esempio, un lettore che arriva sull’homepage e vuole leggere i post sulla Francia cerca direttamente nella categoria appositamente creata), ma anche per aiutare te a vedere fisicamente quali argomenti tratti.

Per aiutarti, costruisciti una mappa mentale, e poi fisica: inserisci l’argomento principale, suddividilo in macroaree e ancora in argomenti più specifici: saranno le categorie del tuo blog, quelle su cui imposterai poi la geografia del tuo spazio 2.0.

4) Esame di coscienza

Eh sì, ci vuole: prima di lanciarci entusiasti nel magico mondo del web 2.0 occorre che siamo veramente consapevoli di quello che stiamo per fare. Dunque dobbiamo porci alcune domande, farci un esame di coscienza che serve, innanzitutto a noi stessi. Davvero vogliamo aprire un blog? Davvero avremo l’entusiasmo, l’impegno, la costanza, di portarlo avanti con coerenza e professionalità? Soprattutto nel comparto cultura, i contenuti di un blog non vanno lasciati al caso: occorre sapere fin da subito che ogni contenuto che scriveremo dovrà essere documentato, ben scritto, curato al dettaglio; dovremo darci dei tempi, una calendarizzazione che ci consenta di programmare per tempo quando e come pubblicare. Dobbiamo essere consapevoli che, se apriamo un blog perché spinti da una forte motivazione, quella forte motivazione dovrà sostenerci sempre.

5) È il momento di aprire il blog

Ci siamo. Abbiamo capito di cosa vogliamo parlare, sappiamo come lo vogliamo chiamare. Non resta che scegliere la piattaforma e partire. Io, personalmente, preferisco wordpress: è intuitiva, semplice (nella nuova release pure troppo), e offre tante possibilità di customizzazione, ovvero di personalizzazione, cosicché è davvero difficile trovare due blog completamente identici nella struttura di fondo.

Per la registrazione occorre fornire i propri dati, l’email innanzitutto, e proporre il nome del blog. Sarà un momento importante, da gustare fino in fondo.

Click. Benvenuto su wordpress (o su qualunque altra piattaforma). Adesso iniziamo a divertirci (vediamo come nel prossimo post).

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