Tutto il mondo deve sapere

Si sta consumando l’ennesimo vituperio al Patrimonio Mondiale dell’Umanità e nessuno ne parla. Nessuno tranne quei pochi cui realmente importa. Così una notizia passata dall’Ansa viene intercettata, passata su twitter e approfondita: esiste un video, e forse anche altri documenti che dimostrano che in Siria non si sta solo facendo strage di civili, ma si sta colpendo l’identità stessa del popolo. Come? Distruggendo il patrimonio archeologico, ovvio.

Ringrazio Simone Massi, il blogger di Archeologia2.0, per aver immesso in twitter il video, breve ma intenso di un bombardamento al sito di Apamea. Significativo, perché viene bombardata la via colonnata della città romana, significativo perché fa vedere esattamente cosa accade. Ed è terribile.

http://www.youtube.com/watch?v=ii0y6ZvMZeE

Ormai forse siamo fin troppo abituati ad azioni di questo tipo: dal ponte di Mostar al Museo di Baghdad, ai Buddha in Afganistan, in tutti i casi assistiamo impotenti ad un’azione di forza volta a colpire il patrimonio culturale, che poi è la memoria storica, l’identità culturale del popolo oggetto dell’attacco. Un danno che è fisico, ma anche morale e sociale. E una perdita incolmabile.

Proprio oggi sull’autobus, mentre a Roma passavo davanti al Foro Boario le mie orecchie hanno ascoltato lo sproloquio di un mezzo matto dall’accento e i lineamenti stranieri che si è messo ad inveire contro “queste cose vecchie che hanno mille anni e non servono a niente”, mentre inneggiava futuristicamente ai grattacieli. Marinetti ne sarebbe stato fiero, ma costui continuava ad infierire, continuando a sostenere che bisogna abbattere queste pietre inutili, che non si spiegava perché gli Italiani invece le tenessero in piedi invece di abbatterle e costruire i benedetti grattacieli. A questo mezzo matto avrei voluto rispondere, e mai come oggi la risposta appare appropriata, che se questi monumenti antichi sono ancora in piedi a testimonianza del loro passato è perché noi, Italiani di oggi, ci riconosciamo in quei monumenti, e siamo Italiani proprio perché figli di quella cultura millenaria che a suo tempo ha creato il Foro Boario e tutto il resto. E questo discorso, valido oggi per me, è valido in ogni luogo della terra, altrimenti non avrebbe neanche senso parlare di patrimonio culturale.

Il fatto che si stia perpetrando una strage ai monumenti siriani nel silenzio più totale non è un buon segno. L’indifferenza è la migliore alleata di chi punta proprio sulla distruzione del patrimonio di una nazione per privarla delle radici e così indebolirla

La strage continuerà, sta continuando in questo momento. Strage nella popolazione e nella sua anima. Da qui non si può far altro che parlarne, che strapparla al silenzio.

Comunque, per chi non lo sapesse, e per concludere, questa è, o forse era, Apamea:

1.1277658898.view-of-portico-and-cardo-apamea.jpg

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