Un graffito che fa più danno di un crollo…

Ad Andora, ridente località della Riviera Ligure di Ponente (SV), la domenica è stata funestata dall’amara scoperta di un graffito enorme, anche bello a vedersi (!) sul muro della facciata della duecentesca chiesa romanica dei SS. Giacomo e Filippo. La chiesa è un monumento culturale fondamentale per la Liguria tutta, perché è una delle chiese romaniche meglio conservate della regione e perché sorge al vicino castello, anch’esso duecentesco, spesso oggetto di studi e di rilievi archeologici, anche recenti, da parte degli archeologi medievali liguri.

Andora-chiesa_santi_Giacomo_e_Filippo1.jpg

La notizia è di quelle che fa accapponare la pelle: un gruppetto di ragazzi, writers per vocazione, fa la bravata, decidendo che tra il fare un graffito sul muro di casa propria e su quello della chiesa di Andora forse è meglio la seconda scelta, fa più scena, si vede meglio, o forse no, invece, è più nascosta perché sta in collina… in ogni caso complimenti ragazzi: siete riusciti a far parlare di voi, e a far parlare di un problema di degrado che non è strutturale, per una volta, ma è sociale.

Qui di seguito dò il link all’articolo che ho scritto a proposito sul blog/rivista Indirizzi Visuali

http://www.indirizzivisuali.it/wordpress/2012/02/12/un-graffito-che-fa-piu-danno-di-un-crollo/

Voglio aggiungere solo che già qualche anno fa, il 2007, forse, o il 2008, durante una gitarella a Verona mi ero imbattuta nell’Arco dei Gavi totalmente deturpato da orribili graffiti – quelli davvero brutti – e avevo scritto una lettera ad Archeologia Viva per rendere pubblico il danno e per chiedermi, e per chiedere, se il problema non derivasse dalla scarsa conoscenza che gli autori hanno del proprio patrimonio culturale. Questa volta il discorso torna alla grande, forse si arricchisce anche di un valore antireligioso sul quale però non è questa la sede per ragionare, e ripropone il problema dell’ignoranza del proprio passato e del valore dell’identità culturale da parte delle nuove generazioni, adulti che domani saranno chiamati a proteggere quel patrimonio che oggi ignorano e non rispettano. La cosa, francamente, mi fa rabbrividire oggi ad Andora come ieri a Verona, e mi fa vedere che manca a livello di istituzioni e non solo la volontà di trasmettere una coscienza sociale che faccia amare e rispettare il proprio passato. L’ignoranza è una brutta bestia, certo, e come tale va domata e combattuta. Altrimenti fa danno, e il caso di Andora ne è un esempio.

 

Un pensiero su “Un graffito che fa più danno di un crollo…

  1. Che tristezza, e che idioti.
    E purtroppo vantano predecessori: mi ricordo un graffito di due inverni fa sulla chiesa di San Matteo a Genova, uno sulla facciata di S.Michele in Borgo a Pisa quando ero all’università e addirittura una scritta sul duomo di Pisa, quando ero ragazzina, trasmessa sui tg nazionali.
    Solo per rimanere sul medioevo.
    Perché poi ci sono tutte le basi di statuta istoriate a uniposca.

    Già che siamo in argomento, dai un’occhiata qui:
    http://storiedellarte.com/2012/02/e-nato-savegiotto-com.html
    (ma gli il centro di Padova, tra l’altro, non è piena area archeologica? Proprio lì vanno a costruire?)

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