Ottime notizie per i tombaroli! Arriva il condono sui Beni Archeologici

Ottime notizie per tombaroli, depredatori e trafficanti di antichità, collezionisti finti e mercanti disonesti! Così scriveva nel 2004 Salvatore Settis dalle pagine di Repubblica scagliandosi contro la proposta della parlamentare Carlucci dell’allora Forza Italia, che voleva proporre un condono, una sanatoria per chi possiede beni archeologici mai denunciati. Per beni archeologici mai denunciati si intendono collezioni di monete antiche, statue e sculture in genere, siano esse in pietra, in terracotta, in marmo, in bronzo, vasi antichi, siano essi in bucchero, ceramica attica a figure nere e/o rosse, anfore e vasellame di età romana, ecc., gioielli antichi – collane, pendenti, orecchini, fibule, torques -, gemme e cammei, devo continuare? Tutto ciò che proviene dal sottosuolo italiano e che sia di dubbia provenienza, ovvero non sia possibile accertarne il possesso da prima dell’entrata in vigore della legge del 1909, che per prima sancì che il possesso di tutto ciò che viene trovato sottoterra è dello Stato, ebbene, tutto ciò rientra nella categoria dei beni archeologici mai denunciati.

Poverini i collezionisti di antichità clandestini, costretti a vivere nell’ombra e nell’ombra costretti a godere della propria collezione. Mi viene in mente ad esempio la triste vicenda di quel collezionista di Serrapetrona, nelle Marche, morto da solo in casa nel suo personale museo perché temeva che si scoprisse il suo tesoro. Poverini i tombaroli, costretti a prendere tutte quelle precauzioni per non farsi beccare con le mani nel vaso non di marmellata, ma di Euphronios! Ma oggi forse non dovranno più temere, potranno uscire alla luce del sole! Perché di nuovo si torna alla carica, con una nuova proposta di condono che chiede ai collezionisti di denunciare il posseduto e di pagare una multa, così in cambio potranno tenersi il vaso che gli piace tanto. 

Qui la notizia, segnalatami, come sempre, da Lorenz:

http://www.repubblica.it/economia/2010/06/29/news/condono_beni_archeologici-5237458/?ref=HREC1-5

Vorrei capire il senso di questo condono: al governo c’è qualche collezionista che sente odore di Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale che gli alitano sul collo? Si pensa così di risanare le povere casse dello Stato o del MiBAC? Aldilà del fatto che non credo che sarebbero molti i collezionisti pronti a pagare una multa che ammonta ad un terzo del valore dei beni da loro posseduti, non vedo efficace questa norma nella lotta al traffico illecito di beni culturali, non solo archeologici. Non solo, ma vanificherebbe il lavoro dei Carabinieri e dei Finanzieri coinvolti nella caccia ai traffici clandestini. Mi immagino costoro che indagano sulla ricerca dell’antico vaso, e stanno per prendere finalmente, dopo molto dispendio di tempo, energie e risorse, il famigerato collezionista clandestino il quale, all’indomani della legge si fa condonare pagando la multa e dice “tiè” agli inquirenti. Non è un bel gesto. E in questo modo poi cosa si fa? Nei confronti di musei e istituzioni straniere intendo: si condona anche a loro? Si va dal signor Paul Getty e gli si dice “Guarda, tu hai beni archeologici italiani per un valore di 100 milioni di euro: dacce li sordi“?. Questa proposta di legge mi lascia molto, ma molto perplessa.

Rimane allora l’antica vecchia idea, che sorge sempre sugli scavi quando lavi i troppi coccetti insignificanti di pareti di ceramica comune che sembrano non finire mai: perché non mettiamo su una bancarella fuori dallo scavo su cui vendiamo questi inutili frammentini? Almeno tiriamo su qualche soldo senza fare danni al patrimonio archeologico e possiamo autofinanziarci la campagna di scavo! La gente acquisterebbe sicuramente un coccetto ricordo dello scavo vicino a casa sua, non farebbe danno alla ricerca scientifica (naturalmente a meno che lo scopo dell’indagine non sia quantificare i framenti di parete di ceramica comune, questo è ovvio) e farebbe anzi un’opera meritoria: ve l’immaginate? Magari con quei soldi si potrebbe dare un obolo di partecipazione ai ragazzi volontari sugli scavi universitari, oppure si potrebbe fornire loro adeguata strumentazione, che è sempre troppo poca, oppure si potrebbe pagare la benzina per gli spostamenti. eh? non sarebbe poi così male!

Io la proposta l’ho fatta (in realtà è di Lorenz, ma la condivido in pieno). E adesso non datemi addosso perché ho espresso quest’opinione: non mi sembra molto peggio del condono che il nostro governo vuole approvare…

 

Se avete a cuore questo problema, e volete far sì che l’archeocondono non abbia luogo nè domani nè mai, firmate la petizione che dice NO ALL’ARCHEOCONDONO!

http://www.petizionionline.it/petizione/appello-contro-larcheocondono/1591

citando il MiBAC, la cultura è di tutti, partecipa  – e salvaguardala – anche tu!!

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