Trekking urbano: la nuova frontiera del turismo culturale

 

Il trekking urbano è un nuovo modo di fare turismo… lontano dai circuiti famosi. … Privilegia i panorami, i monumenti meno conosciuti, i luoghi dove avviene la vita quotidiana dei cittadini… Il turista che cammina ha un rapporto attivo e partecipe con la città visitata… Per i residenti il Trekking Urbano è uno stile di vita salutare ed un modo per riappropriarsi del luogo in cui si abita, conoscendolo meglio ed usandolo per tonificare cuore, cervello e muscoli.” (da http://www.trekkingurbano.info/tuttosultrekking.html)

Siena ne è la capofila: qui prima che altrove l’urban trekking si è sviluppato con formule sue precise che hanno il duplice scopo di far esplorare la città e di farne conoscere la ricchezza culturale senza incappare nei ritmi frenetici imposti dai consueti percorsi turistici.

La formula è semplice: un percorso mirato, tematico, che si svolge a piedi secondo un preciso itinerario, con tanto di tappe segnate lungo il tragitto, in città come nei sentieri in montagna. Il tutto accompagnato dalle spiegazioni di guide preparate e competenti, pronte a svelare ai partecipanti alla “passeggiata” i dettagli più nascosti e più caratteristici.

Da Siena l’urban trekking sta raggiungendo anche altre città d’Italia, ma si tratta ancora di eventi episodici. Un caso su tutti quello genovese, dove il 31 ottobre 2008, nell’ambito della “V Giornata Nazionale del Trekking Urbano”, si è svolta una passeggiata che per tema aveva l’acqua. E i commenti a questa iniziativa sono stati tutti più che positivi, segno che questo modo di conoscere la città ha destato curiosità e interesse.

Per Genova, che vanta un patrimonio storico-artistico-architettonico incredibile, e che non a caso è il più grande centro storico d’Europa, quello del trekking urbano potrebbe essere effettivamente un modo per far conoscere la città innanzitutto ai propri cittadini. Il trekking urbano può essere anzi una risposta a quella domanda di conoscenza del proprio patrimonio che è sempre più forte e viva nella mente di molti abitanti delle città d’Italia.

 

Ci si può chiedere: può l’urban trekking essere applicato anche all’archeologia? I siti archeologici e i monumenti di interesse archeologico che abbondano nelle nostre città possono rientrare nei percorsi del trekking urbano? La risposta è sì (v. qui). Il trekking urbano può essere anzi un mezzo efficace di traduzione e racconto dei resti archeologici sul territorio, soprattutto di quelli meno noti: un racconto e un percorso, quindi, che riesca a calare il resto archeologico nel contesto territoriale in cui sorge (su questo tema v. Andreina Ricci, Attorno alla nuda pietra) strappandolo all’anonimato e restituendolo ai suoi fruitori, i cittadini.

 Marina Lo Blundo

Questo post è tratto da http://comunicarelarcheologia.megablog.it/item/urban-trekking-un-nuovo-modo-di-visitare-le-citt

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