Un museo di archeologia classica nel cuore di Sydney: il Nicholson Museum

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Il Nicholson Museum è un piccolo museo universitario che costituisce il solo museo di Archeologia del Mediterraneo e del Vicino Oriente Antico dello stato australiano del New South Whales, di cui Sydney è capitale. Visitarlo permette di capire che idea hanno gli Australiani dell’archeologia classica.

Nicholson Museum, Sydney

 

Sydney, ottobre 2011. È un museo piccino, il Nicholson Museum, museo universitario formatosi a seguito della donazione fatta a fine Ottocento da Sir Charles Nicholson, medico, politico, uomo dal multiforme ingegno appassionato, tra le altre cose, di archeologia del Mediterraneo, dagli Egizi agli Etruschi ai Romani. Costui nel corso dei suoi viaggi in Italia e in Egitto acquistò i pezzi della sua costituenda collezione sul mercato antiquario di due terre che ancora, per ragioni storiche innanzitutto, non avevano un’organica legislazione in materia di compravendita di antichità. In vecchiaia, a Sydney volle rendere pubblica la sua collezione riconoscendone l’indubbio valore culturale per una nazione piva di un remoto passato storico (gli studi archeologici sulle popolazioni aborigene erano ancora ben lontani dal vedere la luce).

 

Museo piccolo, silenzioso, ben illuminato, a ingresso gratuito, la collezione originale si compone di materiali provenienti dall’Egitto – mummie, coperchi di sarcofagi – dalla Grecia – vasi attici innanzitutto – e dall’Italia – Pompei, Roma, Toscana – acquistati secondo il gusto estetico di Nicholson e non certo con un criterio classificatorio, cui si aggiunge una sezione, di creazione più recente, dedicata al Vicino Oriente e una a Cipro che accoglie i risultati degli scavi della Missione Archeologica Australiana nell’isola.

 

L’esposizione museale presenta l’uomo, Charles Nicholson, e la sua collezione su scala tematica rispondendo al tentativo di illustrare l’archeologia del Mediterraneo per sommi capi. In questo senso si rispetta la volontà di Nicholson di un museo che insegnasse agli Australiani, per la maggior parte all’epoca di discendenza e origine europea, la loro storia più antica, il legame culturale con l’Europa. L’Egitto è illustrato scegliendo come riferimento il testo di Erodoto, la cultura materiale romana è riecheggiata nel riferimento a Pompei e ad Ercolano: si cerca in questo modo di dare un’idea, certo incompleta, e certo viziata da una visione ancora romantica del passato antico, delle civiltà più antiche e più significative per la cultura occidentale.    

In Australia non esistono per l’archeologia classica grandi istituzioni museali sul modello americano del Metropolitan Museum di New York o del Paul Getty Museum di Malibu. Il Nicholson Museum è l’unico, insieme ad un altro piccolo museo ad Adelaide (South Australia), ad occuparsene. Visitare il Nicholson Museum vuol dire rendersi conto della percezione che in Australia si ha dell’archeologia classica e del Mediterraneo: essa è lontana, una materia che non appartiene agli Australiani, che desta curiosità, più che interesse, che si alimenta di suggestioni. Nonostante ciò, la volontà di avvicinarsi un po’ di più ai suoi temi è palpabile: in contemporanea si svolgono in questo periodo una mostra a Melbourne dedicata al faraone Tutankamon e al suo tesoro, e una a Sydney, proprio al Nicholson Museum, dal significativo titolo “Etruscans: a classical fantasy”, che lascia intendere molto sull’idea confusa e avvolta quasi nel sogno, che aleggia negli animi australiani quando si parla di archeologia classica.

Marina Lo Blundo

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