Condividi anche tu una kykix!

Tutto è partito da un meme.

kylix1

Un meme recita “Basta con foto di cani e gatti: condividi anche tu una kylix”. In mezzo campeggia l’immagine di una kylix, la coppa greca che veniva usata durante i banchetti degli aristocratici ateniesi, e non solo, per bere vino e per giocare al kottabos, il gioco secondo il quale un invitato doveva colpire un bersaglio con il vino rimasto nella coppa; antesignano delle nostre freccette. Quella scelta nella foto è una kylix del gruppo cosiddetto dei “Piccoli maestri”, caratterizzato da figurine piccine, rappresentazioni non necessariamente mitologiche e uno spiccato gusto da parte dei ceramografi per lo stile miniaturistico. Il tipo di kylix più nota, però, quella che rimane più impressa, è la cosiddetta kylix a occhioni.

kylikes a occhioni dal Museo Archeologico Nazionale di FirenzeLa kylix a occhioni si ammanta di un fascino tutto particolare: è decorata all’esterno con due grandi occhi apotropaici, portafortuna, mentre all’interno le rappresentazioni possono essere svariate, dal mito di Dioniso e i pirati di Exekias al gorgoneion, anch’esso apotropaico. Siamo nei secoli VI-V-IV, la cultura greca la fa da padrona nel Mediterraneo, il simposio è un evento importante nella vita sociale degli individui (di ceto elevato): momento di aggregazione, le mogli ne sono escluse, solo le etère, l’equivalente delle nostre escort, possono partecipare. Sulle  kylikes sono rappresentate scene del mito, amori divini, avventure divine, storie che gli aedi durante i banchetti cantano al suono della lira e che i convitati possono leggere come in un fumetto sul fondo della coppa…

Il meme è diventato virale nella cerchia degli archeologi 2.0.

maiolica arcaica

La kylix è un oggetto del mondo antico come un altro. Perché è stata scelta dagli archeologi (perché è un archeologo il primo che l’ha lanciata) in contrapposizione ai micetti pucciosi? Perché è stata scelta come contenuto virale?

È bastato poco, in realtà. Uno ha l’idea giusta, la condivide e per il gioco dei 6 livelli di conoscenza per cui io potenzialmente conosco Mark Zuckelberg, questo meme sta rischiando di apparire davvero sulla timeline di Zuckelberg. Ma, a meno che non abbia qualche amico archeologo ciò non succederà.

La kylix ha avuto seguito ovviamente, tra gli archeologi. Improvvisamente sono scomparsi da facebook cani e gatti, mentre è stato un proliferare non solo di kylikes, ma anche di kantharoi (altro vaso per il banchetto, più alto, col calice più lungo e anse molto più sviluppate), di maioliche arcaiche, per accontentare la quota medievista, e di bifacciali per strizzare l’occhio alla componente facebook preistorica.

Il risultato? Facebook è diventato in questi giorni, almeno sulla timeline degli archeologi, un piccolo museo archeologico. Noi archeologi ridiamo, condividiamo, commentiamo ammiccando… ma poi? Chi oltre noi capisce di cosa stiamo parlando?

bifaccialeQuesto meme, con i suoi derivati, creato esclusivamente per archeologi, non rischia di isolarci ancora di più nella nostra torre d’avorio? Perché invece non condividiamo cani e gatti anche noi, ma magari archeologici? Opere d’arte antica non ne mancano, dai cani degli Uffizi alle varie rappresentazioni della dea Bastet, la dea a forma di gatto degli Egizi. E sì che gli archeostickers stanno andando nella giusta direzione, attualizzando opere d’arte antica con messaggi attuali, attualissimi; oppure alcune conversazioni su twitter, come #archeozoo, recentemente tirata in ballo da Archeopop e Professione Archeologo, creata un paio di anni fa da @MAF_Firenze e confluita nella sua board di Pinterest

O altrimenti, condividiamo pure una kylix! Ma diciamolo a cosa serviva: per bere vino e per brindare. Perché cambiano gli oggetti, nella storia dell’uomo, ma non le esigenze che li producono: in questo caso la convivialità, la festa, la gioia di vivere e di incontrarsi. E vedete bene che brindare con una kylix piena di vino resinato o con un tumbler pieno di whisky on the rocks è la stessa identica cosa.

La degna conclusione dell’utilizzo smodato di kylikes è però la seguente: gli occhioni delle coppe interpretati come emoticons. Un lavoro degno di un archeonerd e che di nuovo mi richiama alla mente archeostickers. Che le coppe rappresentate siano state anche utilizzate per bere? Il dubbio viene, ma nonostante questa possa sembrare una critica negativa, in realtà approvo sempre queste manifestazioni, che sono la vetrina della nostra capacità di saperci reinventare con stile e tanta ironia. Tra l’altro, chiamo a testimoni le mie amiche thatters su whatsapp, le emoticons tratte dalla kylix a occhioni non solo sono piaciute, ma sono state assolutamente capite e apprezzate!

kylix2E infine, siccome non si riesce a stare dietro a tutte le novità che i social portano con sé, e che in qualche modo hanno visto una parte attiva nella corrente antichista e archeologica che qui si rappresenta, una menzione va fatta nei confronti di #petaloso. Il piccolo Matteo c credo che odierà l’Italia alla fine, oppure diventerà novello Dante, fatto sta che ha inventato una parola, la maestra ha chiesto aiuto all’Accademia della Crusca e l’Accademia della Crusca ha risposto “Si può fare! Purché tutti la usino”, ed ecco che tutti effettivamente la usano. Compresi gli archeologi, da quando Archeopop ha creato la gif.

Infine, e qui chiudo, perché altrimenti non pubblico più e domani sarà uscito qualcosa di nuovo, voglio spendere una parola in favore, o a sfavor, dei nuovi #facebookreaction, i pulsanti che oltre al classico like consentono di esprimere ulteriori pareri. Gli appassionati (non vorrei definirli diversamente) della romanità hanno già trovato dei degni pulsanti:

like

E con questa vi saluto. Mo’ anche basta, eh?

 

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