Yelp e archeologia

Da un anno e mezzo faccio parte della community di Yelp Firenze. Per chi non sa cos’è Yelp, dirò semplicemente che trattasi di spazio virtuale dedicato principalmente alla recensione dei luoghi, dalle attività commerciali ai monumenti. Fin qui sarebbe una copia di Tripadvisor, ma con la differenza che con yelp si fanno anche e soprattutto i check-in nei luoghi in cui si va. Ah, allora è sulla falsa riga di Foursquare! No, perché qui su yelp si fanno i check-in, si recensiscono i luoghi ma, soprattutto, si entra a far parte di una community. Una community in carne ed ossa, però, che esce insieme la sera, va a provare locali nuovi, partecipa ad eventi organizzati apposta per gli iscritti, permette che i membri della community organizzino eventi. Questa pubblicità che ho fatto a Yelp non è fine a se stessa e non è sponsorizzata, ma è il necessario cappello introduttivo per contestualizzare ciò che io e altre 12 persone, membri della community di Yelp, abbiamo fatto domenica 18 gennaio, a Firenze, in un bel pomeriggio di sole. Nell’insieme delle attività che i singoli yelper propongono, ho buttato là come proposta, qualche tempo fa, una passeggiata nel centro di Firenze, sulle tracce della Firenze romana. Parlo di tracce, perché in effetti è decisamente poco quello che si può vedere, dato che Firenze si è evoluta su se stessa, da città romana a medievale a rinascimentale: i resti romani o sono stati distrutti o sono stati inglobati dalla città successiva, sicché si può solo immaginare come potesse essere l’antica Florentia.

yelp

Ho lanciato la mia proposta, quasi oziosamente, direi. Non avrei mai immaginato di suscitare tanto entusiasmo. Invece mi è stato chiesto di programmare e organizzare il giro, tutti curiosi com’erano di scoprire qualche curiosità sulla città in cui vivono.

Hanno aderito, community manager in testa, 12 persone. Target di età: intorno ai 30 anni, con l’eccezione di una famiglia con bambino di 8 anni. Titolo di studio: vario, ma per la maggior parte laureati, chi in architettura, chi in ingegneria.

Il tema del tour non era facile: non è semplice, infatti, mostrare e parlare di qualcosa che non c’è più. Ci vuole un sommo sforzo d’immaginazione e ignorando il livello di conoscenza di base del mio “pubblico” non ho potuto dare niente per scontato. Al tempo stesso avevo bisogno di non perdermi troppo in lunghe descrizioni e spiegazioni, perché era fondamentale mantenere alta l’attenzione.

Così ho agito in questo modo: ho organizzato una passeggiata che toccasse i punti fondamentali e preparato alcune slide di immagini e ricostruzioni per aiutare la comprensione della città romana. Siamo partiti da Piazza della Signoria, dopo un corroborante caffè, e qui ho fatto innanzitutto una presentazione generale del tour che avremmo fatto e del grande sforzo d’immaginazione che avrei richiesto. Poche parole sulla città romana, sulla continuità di vita, sugli scavi che sono stati condotti dall’800 a oggi, dopodiché ho cominciato a mettere alla prova la loro fantasia già in piazza della Signoria, raccontando delle domus al di sotto della piazza e al di sotto della chiesa di Santa Reparata, che a sua volta è al di sotto del Duomo di Firenze.

Poi siamo partiti per il tour. Abbiamo percorso lungo via del Proconsolo all’incirca l’antico tracciato delle mura e, quasi all’altezza del Museo del Bargello, di fronte, ci siamo fermati davanti alla vetrina di una boutique, al di sotto della quale il pavimento in vetro lascia intravvedere i resti di un tratto delle mura cittadine con tanto di torre circolare. Poco più giù la traccia di un’altra torre circolare è segnata sulla pavimentazione della strada e segnalata da un pannello: tutte cose cui nessuno, mai, fa caso. Un vero peccato.

Ma proseguiamo. Usciamo dalla cinta muraria per raggiungere l’anfiteatro romano, in zona Piazza Santa Croce. Anfiteatro? Non vedo nessun anfiteatro! Ma soprattutto cos’è un’anfiteatro? Arriviamo in via Torta, il cui nome già ci indica l’andamento della strada e dei palazzi medievali che affacciano su di essa. Ma se dal basso si nota solo che quest’area della città è piuttosto bizzarra, dall’alto è sorprendente vedere come l’incrocio e l’andamento delle vie determini proprio una forma ellittica: la forma dell’antico anfiteatro romano, che oggi non esiste più, se non nelle fondazioni dei palazzi medievali, che hanno preferito sfruttare le poderose strutture preesistenti, piuttosto che spianare tutto e ricostruire daccapo secondo l’impianto urbanistico della città medievale. L’anfiteatro ha decisamente stimolato i miei compagni di tour che, sfruttando appieno le potenzialità di Yelp, hanno fatto check-in presso l’Anfiteatro romano, sottolineando come questo “luogo” non esista più fisicamente, ma che senza di esso non esisterebbe via Torta e questo particolarissimo angolo di centro storico.

via torta firenze
Dall’alto si legge benissimo l’impianto ellittico dell’anfiteatro romano di Firenze

Siamo poi ritornati verso Piazza della Signoria, fermandoci davanti all’ingresso degli scavi di Palazzo Vecchio, che hanno portato in luce parte del teatro romano di Firenze, e che sono visitabili, ma in particolari condizioni e occasioni. E comunque di difficile lettura se non si è accompagnati da una guida che spieghi la successione delle murature, dei tagli e dei tratti di viabilità, nel passaggio dal monumento romano al quartiere medievale e alla costruzione di Palazzo Vecchio. Due cenni sugli scavi di Piazza della Signoria, mentre il bello deve ancora venire, e l’ho tenuto per ultimo: Piazza della Repubblica, che occupa lo spazio che a suo tempo fu il Foro della città romana. Di nuovo un grande sforzo di immaginazione, mostrando le ricostruzioni della piazza con il tempio capitolino incastrato sotto i portici oggi occupati dalla libreria Feltrinelli Red e spiegando la monumentale iscrizione sull’arco di fondo “L’antico centro della città da secolare squallore a vita nuova restituito“, che si riferisce proprio alla sua antica destinazione, poi divenuta nel medioevo sede del ghetto e del mercato del pesce e infine, in occasione di Firenze Capitale, ritornata ad essere piazza monumentale, questa volta in senso moderno, con lo sbancamento del quartiere medievale.

piazza della repubblica
L’arco di Piazza della Repubblica

La passeggiata “archeologica” si conclude qui. Iniziano quindi alcune considerazioni.

Il gruppo si è dimostrato davvero incuriosito e in qualche frangente pure divertito dalla possibilità di scoprire aspetti inconsueti della città in cui ciascuno di loro ha sempre vissuto e che però non conosce fino in fondo. Dai feedback che il tour ha ricevuto (attraverso le recensioni fatte dai partecipanti), molti hanno colto proprio l’aspetto del “questa me la rivendo” (ad esempio la posizione dell’anfiteatro e il tratto di mura visibile in via del Proconsolo), altri sono rimasti impressionati dal fatto che la città si sia sviluppata su se stessa, e che tracce di queste Firenze si siano formate una sopra l’altra in continuità. Dal mio punto di vista è stato bello vedere che tante volte basta davvero così poco per coinvolgere persone che con l’archeologia hanno davvero poca familiarità; la difficoltà di non avere resti monumentali davanti agli occhi è stata colta come una sfida ma, certo, mostrare delle ricostruzioni ha aiutato molto, anzi, è stato fondamentale. Per me è stato un utilissimo esercizio di comunicazione, perché ho dovuto tener conto di un particolare registro linguistico, ho dovuto ricorrere ad esempi e immagini familiari, ho dovuto sorvolare su molti aspetti e isolare quelli davvero importanti e al tempo stesso che più potessero fissarsi in mente. E’ un esercizio che noi archeologi calati ogni giorno nella nostra quotidianità dovremmo fare più spesso e il più possibile. Personalmente mi sono divertita, e sono convinta che se tra qualche tempo chiederò a questi ragazzi di venire a visitare anche il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, risponderanno di sì con entusiasmo. In ogni caso, vi farò sapere.

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