Un archeoastronomo ci distruggerà…

Ne vengo da un corso di archeoastronomia che si è tenuto non dirò dove non dirò quando, e voglio riportare qui le mie impressioni. Premetto che sono mie opinioni personali e non verità fede, e premetto che i miei pareri potrebbero eventualmente offendere qualcuno. Non lo faccio con quell’intenzione, per cui me ne scuso in anticipo.

Altra premessa doverosa è che sono partita prevenuta, io archeologa piuttosto razionale, e tutto sommato ero curiosa di vedere se l’archeoastronomia è una materia seria oppure è solo un modo per dare libero sfogo alla fantasia. Ebbene il risultato è che potenzialmente l’archeoastronomia potrebbe essere una disciplina seria e anche valida in qualche caso, ma che purtroppo gli archeoastronomi (alcuni, mica tutti!) la usano nei modi più assurdi per costruire le teorie più strampalate. Notiamo infatti che l’archeoastronomia si presta bene per quelle civiltà (precolombiane, ad esempio) di cui si sa ancora relativamente poco e di quelle civiltà (di nuovo precolombiane e gli Egizi) che da sempre stimolano la nostra fantasia per le loro architetture spettacolari e per il loro sviluppo culturale esagerato. Poi si presta bene con la Preistoria, perché in assenza di fonti scritte che possano smentire ogni ipotesi è lecita, e in particolare per l’età dei Megaliti, perché dato Stonehenge che è stato dichiarato ormai unanimemente un orologio solare, ci si sente in diritto di poter asserire che tutti i megaliti di tutta l’Europa e oltre sono orientati verso una qualche congiunzione astrale o al solstizio o all’equinozio o a chissàchealtro.

No, io non sono, come dice l’autore di “Misteri e scoperte dell’archeoastronomia”, una di quelli che sono rimasti all’idea dell’uomo primitivo come “Buon selvaggio”…ma mi baso sui fatti, su quello che vedo e prima di andare a cercare una risposta nelle stelle vedo se per caso non ci sia una spiegazione più razionale ai comportamenti degli uomini antichi. Farò alcuni esempi, muovendo da una semplice considerazione: abbiamo fatto, nel corso del corso (perdonate il gioco di parole) una lezione sul rilevamento astronomico. è una cosa di un complicato che la fisica dei quanti al confronto sembra facile come fare 2 + 2. Credete forse che i nostri cari antenati sapessero fare tutte queste triangolazioni, calcoli trigonometrici dell’azimuth, della levata eliaca delle Pleiadi e compagnia cantante? Va bene non credere al mito del buon selvaggio, ma così mi sembra eccessivo…e per fortuna nessuno ha tirato in ballo eventuali UFO (quelli li lasciamo a Voyager, lontano dalle dispute accademiche)…

Ma farò alcun esempi, perché altrimenti il mio sembra solo un vuoto sproloquio.

  • Malta: il volume “Stele e Stelle” tradotto in Italiano nel 2006 da un originale inglese del 2001, considera il caso dei templi megalitici maltesi e dimostra che su 15 templi ben 14 sono orientati a Sud, mentre uno, il tempio di Mnajdra I, è orientato ad Est. da qui parte con uno sproloquio sul fatto che allora è orientat verso il sorgere del sole all’equinozio di primavera anche se non si capisce il perché, e che sullo stipite di Mnajdra III ci sono delle tacchette che indicano sicuramente la levata eliaca di alcune stelle, tra cui le Pleiadi. Non si capisce il perché di una tale cosa, ma mi adeguo. Riguardo tutti gli altri templi, orientati a S, la spiegazione va vista nell’orientamento verso la Croce del Sud, che all’epoca era visibile nel nostro emisfero. Sembrerebbe tutto chiaro, no? i templi maltesi sono TUTTI orientati (almeno quelli di cui è possibile precisare l’orientamento per il loro livello di conservazione) a Sud tranne uno ad Est verso l’equinozio di primavera. Uhm…interessante, ma c’è un ma: il nostro autore prende 15 templi (non i complessi templari ma le singole unità), ma scarta alcuni dei principali, come Tarxien e Hagar Qim. Tarxien è in assoluto il complesso templare più grande dell’isola, in cui meglio si è espressa l’architettura maltese. Come si fa a dire che non è stato possibile trovarne l’orientamento? La risposta ce l’ho io: forse dei tre templi che lo compongono nessuno è orientato a Sud…
  • Spagna: pare che (e traggo sempre da “Stele e stelle”) alcuni monumenti orientati a Sud siano la prova che per i costruttori di questi megaliti fosse fondamentale orientarsi secondo la Croce del Sud e la costellazione del Centauro. Il fatto poi di aver trovato presso uno di questi megaliti la statuetta (rotta) di un cavallo potrebbe far pensare ad un culto del Centauro, in particolare Chirone, preposto alla medicina, in questa regione, così come in Grecia. Solo un problema: in Grecia del Centauro si parlerà a partire da almeno 1000 anni dopo, per cui la domanda che sorge spontanea è: dove è nato questo fantomatico culto? è nato in Grecia e da lì si sarebbe spostato verso Occidente? E però il diffusionismo che quest’idea parrebbe adombrare è teoria caduta e smantellata dagli anni ’60…
(to be continued)

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