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“Strati”: quando il crime incontra l’archeologia nasce un podcast

I musei (e i siti archeologici) sono contenitori di storie. Sia delle storie proprie, legate in un caso alle collezioni, nell’altro ai monumenti, sia delle storie che possono ispirare, evocare, ricordare. Chi mi conosce e legge da anni sa che a suo tempo insieme a Stefania Berutti avevamo messo su il progetto Archeoracconto, che consisteva nel visitare un museo o un sito archeologico e poi, facendosi ispirare dal luogo, scrivere un racconto.

Per me quindi è naturale che i luoghi archeologici ispirino la fantasia e possano diventare lo sfondo di storie completamente inventate. Allo stesso modo sono convinta che si possa fare divulgazione dell’archeologia anche in luoghi e contesti inaspettati. Come ad esempio in una serie podcast che è una fiction crime.

E’ ciò che mi ha proposto il team di Machineria guidato da Luca Melchionna, e io ho pensato che l’Area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano (Fiumicino), un luogo che di storie ne ha viste e ne ha vissuto, essendo stato l’antico grande porto di Roma imperiale, poteva essere la location ideale per l’ambientazione.

Ne è nato “Strati”: una storia noir in sei puntate, un’indagine investigativa che deve guardare necessariamente al passato per comprendere il presente e risolvere il caso.

Riuscirà l’investigatore, Horace Milton, a risolvere il caso? Sembra proprio che sia avvenuto un omicidio, il corpo della vittima è stato rinvenuto nell’Area archeologica dei Porti di Claudio e di Traiano. L’archeologa Livia Romano aiuterà Horace a capire che razza di luogo è mai quello e a dipanare la matassa aggrovigliata di questo caso in cui è necessario conoscere il passato per poter interpretare il presente.

Portus, dov’è ambientata la serie podcast “Strati”

“Strati” è un esperimento in cui l’archeologia fornisce l’ambientazione di una storia d’invenzione: una via decisamente poco battuta finora da altre istituzioni museali e che, speriamo, apra a nuovi pubblici la conoscenza del nostro Patrimonio.

“Strati” è un progetto del Parco archeologico di Ostia Antica, realizzato da Machineria. Scritto e diretto da Dario Cannizzaro. Interpretato da Francesco Ventura, Beatrice Festi, Michele Vigilante. Musiche, Sound Design e Mix di Philippe Gozlan. Produttori esecutivi Daniele Dalledonne e Luca Melchionna. Assistenti alla produzione Paola Broll e Alice Liber.

Qui di seguito i link alle singole puntate:

Episodio 1, Il porto sepolto.

Episodio 2, Le vergini folli.

Episodio 3, Ed è subito sera.

Episodio 4, Testamento di una morte snella.

Episodio 5, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

Episodio 6, Il porto ritrovato.

Come detto sopra, “Strati” è un esperimento, un modo diverso di comunicare l’archeologia attraverso il podcast. Se lo ascolti, fammi sapere cosa ne pensi!

“Mosaico di voci”: il podcast geolocalizzato del Parco archeologico di Ostia antica

“Strati” non è l’unico podcast prodotto dal Parco archeologico di Ostia antica. Un altro podcast, più canonico nei contenuti, se non fosse che è geolocalizzato, è stato realizzato con Loquis, avvalendosi della professionalità di Chiara Boracchi in veste di autrice. Si intitola “Mosaico di voci”, è in 13 puntate e racconta i siti del Parco e alcuni monumenti particolarmente significativi di Ostia. Questi luoghi sono raccontati dalla viva voce delle archeologhe e degli archeologi impegnati quotidianamente al Parco archeologico di Ostia antica. Ma ho già parlato di “Mosaico di voci” su questo blog, pertanto non mi dilungo oltre.

Però ci tengo a dire che questa serie sta andando molto bene. Ad oggi (febbraio 2026) a 3 mesi dalla sua uscita sulla piattaforma Loquis ha già superato i 110mila ascolti! Un successo davvero inaspettato, nonostante fossimo convinte (io e Chiara innanzitutto) della buona qualità del prodotto.

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