Il Battistero Paleocristiano di San Giovanni in Fonte a Padula

Alle origini della Cristianizzazione del Vallo di Diano

Nel territorio della città romana di Cosilinum, nel Vallo di Diano, lungo la via Popilia, in età tardoantica sorgeva un pagus chiamato Marcellianum dal nome, probabilmente, del papa Marcello I che, all’inizio del IV secolo, era stato il primo evangelizzatore della zona e aveva costituito la diocesi.

La città romana di Cosilinum è nota dalle fonti, da ritrovamenti archeologici rilevanti (alcuni materiali archeologici relativi ai centri romani del Vallo di Diano sono esposti al Museo Archeologico della Lucania Occidentale, nella Certosa di Padula), ma soprattutto ne sono noti alcuni monumenti, come le mura in opera poligonale: l’insediamento, che divenne città romana nell’89 a.C. dopo la Guerra Sociale, era nato inizialmente come centro Lucano, poi romanizzato. L’area di Civita, che occupa l’antica città, è oggi costituita in Parco Archeologico.

Lungo la via Popilia

Torniamo a Marcellianum. Già nel IV secolo, con la cristianizzazione del territorio, doveva essere stato fondato anche il battistero. L’edificio battesimale sorse lungo il tracciato della via Popilia che attraversava il Vallo di Diano in direzione del mar Jonio. Posto dunque su una viabilità importante, mantenne il suo ruolo di importante edificio religioso, anche se ad un certo punto fu trasformato in chiesa, per buona parte del medioevo.

Culto delle acque e continuità

L’acqua affiorante all’interno del battistero

Unico nel suo genere, il Battistero di San Giovanni in Fonte a Padula riceve l’acqua nella vasca battesimale direttamente da una sorgiva sottostante. Fu senz’altro questa particolarità a decretare la scelta, in questo luogo, della costruzione dell’edificio di culto. Non solo, ma secondo quanto informa lo storico Aurelio Cassiodoro, la sorgente era già un luogo di culto: dedicato alla Ninfa Leucothea, vi si svolgeva già un culto pagano che fu poi traslato alla nuova religione.

Proprio Cassiodoro racconta l’episodio miracoloso che si verificava nel battistero nella notte in cui i catecumeni venivano battezzati: alle parole rituali del sacerdote l’acqua si gonfiava nella vasca fino a sommergerne i gradini, per poi tornare al livello normale una volta terminata la cerimonia. Il sacramento del Battesimo assumeva quindi tutti i contorni di un vero e proprio miracolo della fede.

L’edificio: la storia

il corpo centrale dell’edificio battesimale

L’edificio attuale, nel suo nucleo più antico, risale al V secolo. Quando Cassiodoro ne scrive, nella prima metà del VI secolo, la Guerra greco-gotica è ancora lontana; durante e dopo la guerra, invece, l’edificio decade, così come tutto il territorio entra in crisi, per via del nuovo assetto che si viene a creare con la presenza longobarda. Nell’XI secolo l’edificio non è più solo un battistero, ma diviene chiesa, chiamata “Chiesa di San Giovanni alle Fonti”. Da ora in avanti subisce sostanziali modifiche architettoniche in funzione del nuovo ruolo che assume: nel XIII secolo viene affidata all’Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni. Infine, nel Cinquecento, perde il suo ruolo di edificio religioso e subisce un lento abbandono. Riscoperto nel corso dell’800, è stato poi indagato archeologicamente e restaurato tra il 1985 e il 1987.

L’edificio: archeologia

Il corpo centrale dell’edificio è quello più antico. A pianta quadrangolare, i suoi lati sono scanditi da archi a tutto sesto che reggevano una cupola poi crollata. Per accedere alla vasca si discendevano alcuni gradini: il rito del battesimo avveniva per immersione. L’edificio è affrescato fin dalle sue prime fasi: alcuni lacerti si individuano nel corpo centrale e rappresentano volti non identificabili, tuttavia riconducibili al VI-VII secolo d.C. per la resa plastica e la capigliatura a casco delle figure. Sono invece più tardi gli affreschi nel sottarco dell’abside, databili, per confronto con quelli di San Vincenzo al Volturno, al IX secolo. Di poco posteriore è la raffigurazione di una teoria di santi, disposti su due livelli.

Lacerti di affreschi raffiguranti santi nel battistero di San Giovanni in Fonte a Padula

Visitare il battistero

La visita è gratuita. Il battistero è tenuto aperto dai volontari della Pro Loco di Padula e si trova lungo un percorso naturalistico che ricalca l’antico tracciato della via Popilia.

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