Non è facile impressionarmi. Ogni tanto però accade. E questa volta è accaduto.
Come noto, il Pergamonmuseum di Berlino è chiuso da diversi anni per un complessivo intervento di restauro e di rinnovamento. Nel 2027 è prevista la riapertura della grande sala dell’Altare di Pergamo, la collezione di Antichità Classiche e la sezione di arte islamica con la facciata di Mshatta, una residenza desertica dei califfi omayyadi nell’attuale Giordania. Il resto della collezione, tra cui la porta di Ishtar, riaprirà invece nel 2030.
Ma Pergamonmuseum chiuso non significa che sia scomparso completamente dai radar. I Musei di Berlino – Staatliche Museen zu Berlin hanno infatti messo a punto un’esposizione di fronte al PergamonMuseum e all’Isola dei Musei: si chiama PergamonMuseum Das Panorama, che ruota intorno a un’installazione realizzata dall’artista Yadegar Asisi: una vista panoramica a 360° dell’antica città di Pergamo, ricostruita nell’aspetto che doveva avere nel 129 d.C., sotto il regno dell’imperatore Adriano.

Non si tratta neanche della prima volta che Asisi realizza una vista a 360° di Pergamo e del suo altare. Una prima esposizione era stata realizzata nel 2011-2012 e già all’epoca aveva riscosso un grande successo di pubblico e di critica. All’epoca il grande cilindro, della circonferenza di 100 m e alto 25, contenente la ricostruzione a 360°, era esposta tra le due grandi ali laterali dell’edificio neoclassico del PergamonMuseum. Oggi, invece, è ospitato a parte, in un edificio a sé stante. L’installazione era stata riproposta, in versione digitale, nel 2016 al Metropolitan di New York.
Per chi entra nell’edificio del PergamonMuseum Das Panorama del tutto impreparato (come la sottoscritta, lo ammetto candidamente), l’esperienza è inimmaginabile.
Dalla biglietteria si accede a uno spazio espositivo allestito come una classica mostra temporanea. In essa si introduce la città, Pergamo, e il suo monumento più noto, l’altare, attraverso statue e sculture (per la maggior parte copie) e apparati multimediali.

Al termine di questo percorso che è più un’overview introduttiva, senza pretese di approfondimento, ecco che si accede al cilindro. E inizia un’esperienza davvero forte.
Intorno, si sviluppa a 360° l’intera città di Pergamo, ricostruita, come già detto, al 129 d.C., densissima di dettagli e di vita: ogni elemento è curato al dettaglio, dalla ricostruzione del paesaggio in lontananza al gatto che cammina su un tetto tegole. L’insieme è animato da tantissime figure umane, molte delle quali vere e proprie citazioni di opere d’arte greca: la Danzatrice velata, la Vecchia ubriaca, il Fauno Barberini per citare quelle più immediatamente riconoscibili. Molte figure sono intente in attività quotidiane: presso l’Altare, per esempio, si sta svolgendo un sacrificio; il teatro è affollato di persone sedute sui gradoni della cavea; .
Naturalmente la topografia della città antica è riproposta con estrema esattezza e, rispetto all’installazione del 2012, aggiornata alle più recenti acquisizioni da dati di scavo e di studio. Il complesso teatro-Acropoli e l’Altare di Zeus sono naturalmente i due grandi fulcri della ricostruzione, resi anch’essi fin nel dettaglio.

Si potrebbero passare ore e ore nel cilindro, anche perché la ricostruzione è animata da luci, suoni e musiche in funzione dello scorrere del giorno e della notte; così se durante il giorno è un trionfo di colori, di notte cala il buio, interrotto dal rosso dei focolari accesi.
Ma la cosa magnifica di questa installazione a 360 ° (che, ricordiamo, è un enorme telo, non è un prodotto digitale) è il fatto che si può salire su una struttura posta nel centro del cilindro, per poter godere della vista da differenti altezze. Così se dal basso notiamo i dettagli delle persone e di ciò che è più vicino a noi, man mano che si sale, vediamo in prospettiva ciò che, in basso, si allontana, mentre acquisiamo un punto di vista sempre più alto. Quando si arriva sulla terrazza superiore, ormai si ha la sensazione di essere come uccelli che volano al di sopra della città.

L’esperienza è indubbiamente di grande impatto emotivo: colpiscono le dimensioni, colpiscono i colori, colpisce la possibilità di salire su più livelli per notare sempre nuovi dettagli. Non è soltanto o semplicemente un’installazione artistica: è un lavoro di squadra al quale ha collaborato un team di studiosi, proprio per poter restituire un’immagine il più possibile verosimile e dettagliata della Pergamo antica.
L’artista, Yadegar Asisi, in ogni caso non è nuovo a lavori di questo tipo, anzi sono la sua cifra stilistica. A Berlino, oltre alla prima versione del Pergamon del 2012, ha realizzato anche un Panorama del Muro di Berlino visto da Checkpoint Charlie: l’ambientazione è molto diversa e più semplice da ricostruire, dato che si propone la Berlino degli anni ’80, per la quale esiste copiosa documentazione fotografica. Quest’opera, The Wall/Berlin, è tuttora visitabile a Berlino proprio nei pressi del Checkpoint Charlie. Ma altre ne ha realizzato: New York 9/11, per esempio; si è confrontato con un paesaggio archeologico anche con Rome 312, un panorama a 360° ambientato nel 312 d.C., età costantiniana, esposto per la prima volta nel 2005 (mai in Italia).
Dal punto di vista comunicativo, PergamonMuseum Das Panorama è efficacissimo: restituisce a 360° la città antica riuscendo a dar vita a un’esperienza veramente immersiva pur senza l’uso del digitale. Consente di rendersi conto dell’estensione di Pergamo, dei suoi monumenti in funzione della topografia cittadina, gioca con i visitatori inserendo citazioni di opere d’arte ellenistica… è un prodotto adatto a molte tipologie di pubblico, dai bambini agli adulti, dagli appassionati di archeologia ai semplici curiosi, agli specialisti. Solo una categoria di pubblico è penalizzata: i visitatori con disabilità motorie che non possono salire sulla struttura. E questa è, forse, l’unica pecca.






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